Torino, la storia di Giacomo Ferri: una vita in granata

Torino, la storia di Giacomo Ferri: una vita in granata

Figurine / Quest’oggi “Big Jim”, compie 56 anni: gran parte di questi li ha vissuti con la maglia del Toro addosso, da giocatore e non

Giacomo Ferri è certamente una delle figure che più di tutte incarnano lo spirito granata. E’ stato il classico esempio di un calcio che oggi fatica a rivedersi, in quanto così diverso dallo spettacolo e dalla mentalità che viene offerta ai giorni nostri. Uno di quei giocatori che è appartenuto ad una categoria ormai in estinzione: a forza di vestire sempre gli stessi colori ne è diventato un simbolo, andando a formare un tutt’uno con ciò che questi rappresentano e con l’ambiente circostante. Quando si pensa a lui, infatti, si pensa al Toro.

LA CARRIERA – L’ex difensore granata nasce a Crema, esattamente 56 anni fa. I suoi primi rapporti con il pallone avvengono, come spesso accadeva all’epoca, in oratorio. Lì il suo talento e la sua pragmaticità, necessaria per il ruolo che ricoprirà in carriera, escono subito allo scoperto. Entra infatti nelle giovanili della sua città, alla quale rimarrà sempre molto legato, non solo calcisticamente. Esordisce anche in prima squadra in giovanissima età, ma colleziona solo otto presenze. Il suo destino, in breve tempo, si lega indissolubilmente al capoluogo piemontese e al Toro. All’età di vent’anni viene acquistato dal club granata, con il quale prima scenderà in campo nella Berretti e poi nella Primavera. Dopo due stagioni, viene mandato a farsi le ossa alla Reggina, in Serie C. In Calabria il giovane difensore rimane tre stagioni collezionando 84 presenze e 3 reti. Quando fa il suo ritorno al Nord, è pronto per il grande passo. Ormai già abbastanza maturo, all’età di 25 anni,  ha finalmente le carte in regola per imporsi anche a Torino. Dalla stagione ’81-’82, infatti, diviene un cardine inamovibile della difesa per le successive otto. I numeri rendono subito l’idea: la bellezza di 208 presenze, condite da 4 reti. I tifosi granata lo soprannominano “Big Jim”. Il suo spirito e la sua grinta non passano inosservati, tanto da farne un indiscusso idolo della Maratona. Nell’ 89 i granata retrocedono, e il difensore si trasferisce al Lecce dove, a 34 anni e dopo altri tre anni ad alti livelli, chiude la sua carriera.

DOPO IL RITIRO – Il destino di Ferri è però, come si diceva, indissolubilmente legato al Toro. Appese le scarpe al chiodo, diviene allenatore delle giovanili della Reggina. Poi, dalla stagione ’98-’99, inizia la sua altra grande nuova avventura legata ai colori granata: diviene allenatore dei Giovanissimi, poi degli Allievi, della Primavera, ed infine, nel 2003 vice-allenatore e poi allenatore della prima squadra, fino ad allenare ancora la Primavera prima del fallimento. Dopo un periodo di allontanamento, durante il quale ha anche allenato il Casale, ecco l’incarico che ricopre ancora oggi: questa volta come parte della dirigenza, con il ruolo di Team Manager. La persona ideale per trasmettere alla squadra quei valori ed ideali degni dei “vecchi cuori granata”. Ancora una volta la sua strada passa per Torino e per quei colori che lo accompagneranno per sempre. 

Da parte di tutta la Redazione di TN, tanti auguri Giacomo!

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