Torino, la storia misteriosa di Dolly Menga: (ancora una volta) Ventura ha visto giusto

Torino, la storia misteriosa di Dolly Menga: (ancora una volta) Ventura ha visto giusto

Figurine/ Ventidue anni fa nasceva Dolly Menga: atteso dal popolo granata come la nuova rivelazione del calcio, per quanto apprezzato, si è dimostrato solo una semplice meteora, sullo stile di Steve Mokone..

 

Dolly Menga, meteora granata di due stagioni fa, compie oggi 22 anni. Non è passato molto tempo da quando il ragazzo è passato per Torino, dove però non si può certo dire che abbia lasciato il segno. Accolto come una promessa del calcio, il giovane belga non è riuscito a ritagliarsi spazio all’interno della squadra, né a guadagnarsi la fiducia del tecnico, Ventura, che a posteriori può probabilmente ancora una volta riconoscere di aver fatto la scelta giusta. All’epoca criticato da molti per non aver gettato nella mischia l’attaccante, il tempo gli sta (ancora una volta) dando ragione.

Il ragazzo belga ha avuto modo di scendere in campo solamente una volta, a Cagliari, dove ha racimolato un misero minuto di gioco al termine di una partita decisamente rocambolesca, persa per 4-3 al 95′ (con anche due espulsioni tra le fila granata, Ogbonna e Diop). Oltre a quella brevissima apparizione, Menga ha giocato solamente per la Primavera, dove ha collezionato tre presenze ed un gol. Tra le sue doti migliori, senza dubbio, una velocità fuori dal comune, paragonabile solamente a quella di Cerci nella rosa di due stagioni fa, ed una notevole forza fisica. Per valutare il resto, i minuti in campo non sono stati sufficienti: Ventura avrà avuto modo di osservarlo in allenamento, e la sua scelta di rimandarlo indietro non si è poi rivelata sbagliata.

Il talento di Menga infatti, ancora oggi non è esploso. Il giocatore milita dallo scorso gennaio nel Braga B, ventunesimo nella serie cadetta portoghese. Insomma, per quanto il ragazzo suscitasse simpatia e per quanto gli si possa augurare il meglio per la sua carriera, non sembra il campione che i tifosi si aspettavano (come Sansone, Bellomo, e altri ancora). La sua figura ricorda un po’ quella di Steve Mokone, giocatore sudafricano approdato al Toro senza un apparente perché. O forse, parafrasando Ormezzano, “perché ad uno dei soci principali del Torino piaceva tanto sua moglie, ma non lo fecero mai giocare, era impossibile”.

Battute e scherzosi paragoni a parte, certo è che Dolly Menga, insieme al suo simpatico padre comandante Didier Menga, potranno mancare ai granata sul piano della simpatia, ma non certo calcisticamente parlando: il Toro di oggi sembra ad un livello ben più elevato di quello nel quale milita l’attaccante di origini congolesi. 

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