Torino, l’analisi della ripresa contro la Lazio: un calo emotivo più che tattico

Torino, l’analisi della ripresa contro la Lazio: un calo emotivo più che tattico

Approfondimento / Il baricentro della squadra arretra ma impercettibilmente. Invece la rete subita da Murgia è dovuta al fatto di aver mollato la presa dal punto di vista mentale

Dopo un ottimo primo tempo, contro la Lazio il Torino di Mihajlovic è stato protagonista di un calo di rendimento nella ripresa. Un calo evidente, specie nei primi 20-25 minuti del secondo tempo, che stava per costare una sconfitta in rimonta, se poco dopo lo scoccare del novantesimo Giacomelli non avesse sanzionato con calcio di rigore un tocco di mani di Parolo. Se una fase di gioco poco effervescente si può senza dubbio concedere a un Toro che nell’ultimo periodo aveva meravigliato tutti, è giusto anche analizzare quanto successo per capire dove stanno i margini di miglioramento di questa squadra.

Per spiegare una ripresa che non è stata quella che si aspettava, nel post-partita, Mihajlovic ha espresso un concetto chiaro, dal punto di vista tattico: l’inserimento di una quarta punta da parte di Simone Inzaghi (Djordjevic per Basta al 56′), con l’obiettivo di ingaggiare gli “uno contro uno” contro la difesa a quattro granata, ha impaurito eccessivamente le linee di difesa e centrocampo, che hanno abbassato troppo il baricentro e si sono concentrate quasi esclusivamente sulla fase difensiva per cercare di mantenere la superiorità numerica. Analisi se vogliamo corretta, ma fino a un certo punto: le statistiche del match pubblicate dalla Lega Serie A dimostrano che il Torino, dal punto di vista tattico, da un tempo all’altro, ha cambiato atteggiamento tattico in misura solo appena percettibile. Lo attestano le Heat-Map della gara (le grafiche che evidenziano le zone di campo più calpestate) e le posizioni medie occupate dai giocatori tra primo e secondo tempo.

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Regge difficilmente anche la tesi del calo fisico: sempre guardando le statistiche, ma stavolta quelle riguardanti le performance chilometriche e velocistiche collettive dicono che Torino e Lazio si sono equivalse o quasi, anzi, addirittura i granata hanno “corso” di più: 109.004 i km percorsi dalle gambe granata, 108.607 quelli macinati dai giocatori biancocelesti. L’esito non cambia se badiamo alla velocità della corsa: il Torino, calcolando il contributo di tutti i giocatori, è arrivato ad una media i 7 km/h, mentre la Lazio si è fermata poco sotto, a 6.9 km/h.

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A questo punto quale è il fattore che, in misura maggiore, stava per determinare la sconfitta? Probabilmente il calo di attenzione mentale confessato anche da Davide Zappacosta in zona mista. Un eccesso di fiducia, anche inconscio, dovuta al fatto di essere in vantaggio e vedersi già con la quarta vittoria consecutiva in tasca. Un peccato che diventa grave, se l’avversario è di qualità come lo è la Lazio vista al Grande Torino. La rete subita al minuto 84, firmata dal baby attaccante laziale Murgia, ha fatto infuriare Mihajlovic a ragion veduta: come si vede dal fotogramma di cui sopra, era palese come il giovane biancoceleste (numero 96) fosse liberissimo di saltare da solo in piena area di rigore, senza marcatore diretto, nel momento in cui veniva battuto il calcio d’angolo. Mihajlovic dovrà essere bravo a richiamare tutta la squadra all’ordine e mantenere i giocatori sulla corda in vista della partita di San Siro contro l’Inter.

 

 

 

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