Torino: l’arma per battere il Chievo è ritrovare la serenità

Torino: l’arma per battere il Chievo è ritrovare la serenità

Fattore mentale / Nè pressioni nè preoccupazioni di sorta per i granata: sarà fondamentale scendere in campo con la mente sgombra

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Moretti

Ripartire con la mente sgombra, senza fare calcoli né sentirsi oppressi da eventuali pressioni: il Torino deve uscire da un periodo decisamente complicato più duraturo del previsto e, dopo aver fallito le occasioni contro Verona e Sampdoria (conquistando comunque due pareggi) cerca ancora una volta il bersaglio grosso ovvero quei tra punti che potrebbero davvero portare una grandissima iniezione di fiducia e rilanciare il collettivo granata. L’occasione ancora una volta è ghiotta, poiché all’Olimpico arriva il Chievo di Maran: sebbene i veneti non siano una formazione da sottovalutare, l’obiettivo del Torino non può che essere la vittoria di fronte al proprio pubblico.

Per centrare questo risultato Glik e compagni dovranno scendere in campo, come al solito, con determinazione e grinta, ma sarà fondamentale dare importanza anche ad un altro aspetto che forse è stato fin troppo trascurato nei match precedenti: la serenità. I ragazzi di Ventura hanno dato in più di un’occasione l’impressione di giocare con il freno a mano tirato, risultando addirittura quasi impauriti nel provare determinate giocate o nell’uscire da schemi predefiniti cercando qualche invenzione personale. Proprio sotto questo punto di vista sarà fondamentale una scossa, che porti il Torino a giocare in maniera propositiva e finalmente spensierata, elemento che notoriamente è parecchio utile perché ognuno riesca ad eseguire il proprio compito correttamente.

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Ventua dovrà essere in grado di trasmettere serenità ai propri giocatori

La classifica legittima questa necessità di giocare con serenità: attualmente infatti la zona Europa League sembra un lido lontano, è lecito che il sogno rimanga acceso nei cuori granata ma Glik e compagni non possono ormai sentirsi obbligati a fare risultati per centrare questo obiettivo. D’altra parte, nonostante la situazione di classifica non sia finora quella sperata ad inizio stagione, non legittima comunque eventuali pressioni sui giocatori: la zona calda è a debita distanza e dunque nemmeno le preoccupazioni di essere risucchiati nella lotta per la salvezza possono scalfire le sicurezze dei ragazzi di Ventura. Per il Torino è arrivato il momento di rialzarsi, l’arma da utilizzare è appunto la serenità: calcare il terreno di gioco con la mente sgombra, senza pressioni né preoccupazioni di alcun genere. La spensieratezza aiuta a giocare e, si auspica, anche a vincere.

7 commenti

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  1. VenturaVattene - 2 anni fa

    Il solito articolo “di parte” in cui chi scrive cerca, come sempre, di arrampicarsi sugli specchi e falsare la realtà (“conquistando comunque due pareggi”….incredibile…!!!) Ovviamente del modulo di gioco penoso e pietoso dell’inetto ed incapace allenatore genovese, neanche l’ombra di un minimo accenno…!!!

    E’ prprio vero che costoro sono a libro paga di “braccino corto” e sono i suoi devoti “lacchè”…!!!

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  2. Scott - 2 anni fa

    Per il chievo dovrebbe bastare. E speriamo che basti, altrimenti…chi altri alla nostra portata?

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  3. RDS- toromaremmano - 2 anni fa

    Bisogna vedere cosa s’intende per serenità, all’andata sia con il Chievo sia con il Carpi siamo scesi in campo troppo sereni, la nostra storia ci insegna e ci impone che non bisogna scendere in campo mai troppo sereni, ma avere sempre in corpo quella rabbia agonistica che ci fa dare quel qualcosina in più, con la Samp ci ha svegliati il loro gol, probabilmente se loro non segnavano la partita finiva con uno scialbo 0 a 0, parere personale è scendere in campo concentrati, rabbiosi e carichi come se la partita con la Samp continuasse von il Chievo, ma trasmettere queste sensazioni e questa carica sta nella bravura di un allenatore.

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    1. Maroso - 2 anni fa

      Sono d’ accordo, ma per serenità intendo non scendere in campo con la paura di sbagliare, ma con l’autostima necessaria, accompagnata dalla salutare rabbia agonistica. Sono d’ accordo anche sul ruolo dell’ allenatore, ma il pubblico non deve rovinare il suo lavoro con atteggiamenti negativi. Allo stadio non tutti vogliono aiutare i giocatori del Toro. E nemmeno in altri luoghi. C’è tanta gente che critica per partito preso.Forza Toro.

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  4. Pimpa - 2 anni fa

    Alzi la mano chi non prova imbarazzo e fastidio a leggere espressioni come “conquistando comunque due pareggi”(tacendo che sono state due prestazioni vergognose) “scendere in campo come al solito con determinazione e grinta”(a tutto voler concedere,questo è avvenuto all’andata con la Sampdoria e per un pezzo di secondo tempo contro la Fiorentina,sempre all’andata) “è lecito che il sogno rimanga acceso nei cuori granata”(chi lo ha detto alla Redazione che i nostri abbiano sogni,il mago Otelma?) “le sicurezze dei ragazzi di Ventura”(di quali sicurezze stiamo parlando,di quelle relative a un modo di gioco ormai sclerotizzato,o ce ne sono altre che mi sono rimaste ignote?).
    Io mi chiedo da tempo come sia possibile che chi ha il dovere di fornire una corretta informazione,sia il primo a travisare platealmente i fatti.
    A che pro,mi chiedo? Ho letto anche altri che su questo sito chiedono a gran voce di fare una intervista come si deve a Ventura (e io aggiungerei Petrachi) perché quello sarebbe un modo per fare giornalismo serio,onesto e proficuo.
    Non siete d’accordo?

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    1. RDS- toromaremmano - 2 anni fa

      D’accordossimo per l’intervista a Ventura e Petrachi, con domande in qualche modo presentate dai tifosi

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  5. Seagull'59 - 2 anni fa

    E se giocassimo invece per rimediare alla prima sconfitta dell’andata, la prima di un bel tris con Carpi e Lazio, che ci fecero capire la nostra vera forza? Non vorrei che “stai sereno” come disse qualcuno, significhi in realtà una bella partita sotto tono.
    Nel calcio, come nella vita, ci vuole la giusta determinazione, tensione agonistica se si vogliono raggiungere i risultati: di partite soporifere ne abbiamo già viste fin troppe…proviamo invece a ritrovare il cuore Toro? Sempre che questo non provochi troppo stress ai nostri poveri giocatori…ma va…

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