Torino-Lazio, dal mito di Piola alla gioventù di Marchetti: i doppi ex del match

Torino-Lazio, dal mito di Piola alla gioventù di Marchetti: i doppi ex del match

Incroci di maglie / I gol di Muzzi, la classe di Fuser, tornando indietro sino a Benedicto Zacconi

Torino-Lazio, una classica del campionato di Serie A: una sfida che tra alti e bassi va avanti da quasi di un secolo. Tanti i giocatori che hanno vestito entrambe le casacche, da Marchetti che esordì in Serie B proprio con il Torino (andando a sostituire Quagliarella a seguito dell’espulsione di Sorrentino, nella sfida interna contro il Treviso), sino a quel Benedicto Zacconi: uno dei primissimi oriundi passati per il nostro campionato.

In basso Silvio Piola tra Gabetto, Ellena e Ossola (foto wikipedia)
In basso Silvio Piola tra Gabetto, Ellena e Ossola (foto wikipedia)

IL MITO DI PIOLA – Tra i tanti nomi del passato, come Roberto Muzzi (10 gol in granata e 4 in biancoceleste), Giuseppe Pancaro, Stefano Fiore, Angelo Gregucci, Giorgio Venturin e il capitano di un tempo Roberto Cravero, ce n’è uno sul quale è giusto soffermarsi: Silvio Piola. L’attaccante scomparso dieci anni fa che ancora oggi detiene il record di gol realizzati nei massimi campionati italiani: 290, di cui 274 in quella che ancora oggi viene chiamata Serie A. Volto storico del club biancoceleste, si contende con Parola il ‘brevetto’ della rovesciata; Silvio Piola ebbe una fugace quanto feconda avventura in granata: era il 1944 e la punta ottenne il permesso di disputare il campionato d’Alta Italia con la maglia del Torino. In coppia con Gabetto e sostenuto dalle mezzale Loik e Mazzola, Piola realizzò 27 reti in 22 partite.

LA CLASSE DI FUSER – Prodotto del vivaio granata Diego Fuser vince con la formazione Primavera quello che fu il terzo titolo del Toro al Torneo di Viareggio. Una finale pazzesca contro la Fiorentina dominata dalla compagine piemontese. Arriva quindi il momento dell’esordio in Prima squadra – a 19 anni – della quale diventa poi un punto fermo, per le successive tre stagioni. Passa così al Milan con il quale, pur giocando a sprazzi, sale sul tetto del mondo. Quindi la Lazio e la consacrazione con quella Coppa Italia alzata al cielo da capitano. La carriera da professionista termina laddove era inizia, proprio al Torino.

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