Torino-Lazio, non c’è mai stata partita: approccio ed atteggiamento dei granata incomprensibili

Torino-Lazio, non c’è mai stata partita: approccio ed atteggiamento dei granata incomprensibili

Torino – Lazio 1-3 / L’analisi a mentre fredda del match: brutta prestazione degli uomini di Ventura che non riescono a ripetere la bella prova di sabato scorso ed escono dalla Coppa Italia

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Vittoria meritata quella conseguita dalla Lazio all’Olimpico ieri sera. Il Toro, infatti, non è praticamente mai sceso in campo e ha fornito una delle prestazioni più brutte dell’era Ventura. I granata sono stati così estromessi dalla Coppa Italia, una competizione su cui il tecnico granata non ha evidentemente voluto investire più di tanto.

PRIMO TEMPO DA INCUBO – Senza Quagliarella e con lo svedese Jansson a centrocampo, i granata subiscono la prima rete laziale dopo appena 13 minuti: una grave amnesia di Darmian prima e di Maksimovic poi propizia la rete di Keita. Il Toro non reagisce, anzi, poco prima della mezz’ora subisce il secondo gol. A segnare a porta vuota è Klose e ancora una volta la retroguardia granata si fa cogliere impreparata.

UNA TIMIDA REAZIONE, MA IL COPIONE E’ SEMPRE LO STESSO – Terminato il primo tempo con un meritatissimo doppio vantaggio per la Lazio, ad inizio ripresa gli uomini di Ventura hanno un timido sussulto: Amauri viene sostituto dal neo acquisto Maxi Lopez e il venezuelano Martinez realizza il gol che riapre la partita. Neanche il tempo di tentare di trovare il punto del pari, che capitan Glik inciampa clamorosamente e permette a Klose di presentarsi a tu per tu con Padelli. Il tiro del tedesco è fuori ma il direttore di gara vede un fallo dell’estremo difensore granata, espelle quest’ultimo e concede un rigore agli ospiti. Ledesma realizza il penalty che chiude nuovamente la partita.

UNA PRESTAZIONE CHE DEVE FAR RIFLETTERE – Il resto è storia: un Toro remissivo, privo di idee, poco concentrato e, probabilmente, demotivato sin dall’inizio esce dal campo sconfitto e fischiato dal pubblico che, oltre a condannare la prestazione dei giocatori, manifesta tutto il proprio dissenso nei confronti della dirigenza. Insomma, un evidente passo indietro rispetto alla sfida di sabato con il Milan, l’ennesima occasione persa per trovare continuità di rendimento (ormai una costante dell’attuale stagione).

Ora, è importante che Glik e compagni dimentichino rapidamente questa brutta figura e si concentrino sull’importante incontro di domenica prossima contro il Cesena. In quell’occasione, la parola sconfitta non sarà contemplata.

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