Torino, parla Marco Ferrante: “Superare Mazzola? Un grande orgoglio”

Torino, parla Marco Ferrante: “Superare Mazzola? Un grande orgoglio”

Esclusiva TN / Il quinto marcatore della storia granata: ”Sotto la Maratona ho provato le emozioni più forti della mia carriera”

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Marco Ferrante, attaccante del Torino mai dimenticato: forza, carattere, prestazioni di alto livello. Il quindo marcatore della storia del Toro si racconta sulle pagine della rivista Kaiser Magazine

Marco Ferrante, i tifosi del Torino la ricordano con tanto affetto.

Ho fatto 127 gol con la maglia granata, sono tanti. Inoltre ho fatto qualche gol anche nel Derby contro la Juventus, e quelli si ricordano ancora di più, perché sono una grande gioia. Nella mia carriera ho giocato in tante squadre, più o meno 17, ma il Torino, diversamente dalle altre, ha una tifoseria spettacolare. Dopo una vittoria o dopo una sconfitta, se i tifosi hanno visto che hai dato tutto, ti danno affetto: è tutto troppo diverso dalle altre squadre. Chi veste la maglia granata è molto fortunato

Lei ha giocato a Torino tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000: un periodo non così buono per la società ?Come lo ha vissuto?

Ho avuto la sfortuna di giocare nel Torino in quegli anni in cui non avevamo una grande squadra. Ma nonostante questo io e i miei compagni abbiamo dato tutto quello che avevamo. Sicuramente c´erano squadre in Serie A con più capacità e con maggiori disponibilità economiche rispetto a noi. Certamente lottavamo per non retrocedere, ma non abbiamo mai potuto lottare per entrare in una competizione europea, e di questo sono un po’ dispiaciuto.

Sebbene non sia stata una grande epoca per il Torino, lei  ha segnato 4 gol in tutti Derby contro la Juventus. Sono stati gol speciali?

Il Derby è il Derby. È troppo diverso dalle altre partite, non ha niente a che fare con loro. Per questo motivo una partita che mi rimane sempre nella mente è quel Derby della Mole della stagione 2001/02 finito 3-3. Mi è rimasto impresso perché nel primo tempo eravamo sotto 3-0, ma nel secondo tempo io sono uscito della panchina, ho fatto due assist e un gol e abbiamo pareggiato 3 – 3. Quella partita è stata un’ esplosione di gioia, ricordo ancora come festeggiavano i tifosi. Rimontare una partita così è stata una follia.

Come si preparano queste sfide?

Diversamente dagli altri che preparano mentalmente la partita durante tutta la settimana, io la preparavo la notte prima. Se non fai così l’energia nervosa può essere troppo forte.Se la partita era la domenica trovavo ideale prepararmi il sabato. Ricordo che sognavo i gol da fare durante la partita. In quella gara l’ adrenalina è molto elevata e devi essere pronto a tutto. 

Perché è speciale il Derby di Torino?

Ho avuto la fortuna di giocare tanti Derby in Italia: col Napoli, con l’ Inter… ma diversamente dagli altri, questo di Torino è il più sentito in città. I tifosi lo vivono molto e aiutano i giocatori a motivarsi. Per me è stata una fortuna aver giocato partite così, ma adesso che ho smesso di giocare mi mancano quelle emozioni.

Le due tifoserie sono simili nel vivere il derby?

Assolutamente no. I tifosi del Toro hanno più passione rispetto agli altri e lo dimostrano ogni settimana tifando per la loro squadra. Basta guardare la Maratona ogni partita: è una festa.

Parlando del Grande Torino, lei ha superato in fatto di reti il Capitano di quella squadra, il grande Valentino Mazzola. Una soddisfazione enorme.

Per me è un grande orgoglio, e mi riempie di soddisfazione perché è un dato importante relativo alla mia permanenza al Torino. Ma è solo un dato che spero serva da motivazione a un altro Marco Ferrante del futuro che possa superarlo. Diciamo cosí: se giocatori come Immobile non vanno via dalla squadra sicuramente mi potranno superare. Tuttavia ho veramente la speranza che tra un po’ di tempo arriverà un giovane che possa superare questo record. Sarebbe bello perché vorrebbe dire che il Toro sta crescendo ancora.

Se Ferrante fosse stato al posto di Immobile l’ anno scorso, avrebbe deciso di rimanere?

All’ epoca in cui giocavo nel Toro ho avuto offerte della Spagna, qualcuna anche abbastanza interessante, ma ho parlato col presidente e sono rimasto a Torino. Quella era la prima opzione. Questa è stata la mia scelta ma ognuno ha la sua, indipendentemente dal discorso economico. Bisogna anche dire però che a volte la pressione dei procuratori è tanta.

Quali erano le sue caratteristiche come giocatore?

Era un giocatore abbastanza bravo tecnicamente, con il pallone tra i piedi. Avevo un fisico normale ma ero astuto, molto furbo. Riuscivo a indovinare dove poteva finire la palla o ad approfittare di un buco di pochi centimetri per mettere in difficoltà le difese avversarie e fare gol.

Il Torino attuale in Europa League ha  dimostrato di essere una squadra solida e anche questa stagione può lottare per classificarsi ancora una volta in Europa. Le sarebbe piaciuto giocare in questa squadra?

Sicuramente sì, anche se non dico che mi trovassi male con i miei compagni, e ho giocato con calciatori importanti. La differenza rimane nell’importanza della società che hai alle spalle. Adesso il club ha un’ organizzazione che prima non aveva, questo permette di fare le cose bene e anche di arrivare a obiettivi come l’ Europa. Una casa senza pilastri forti prima o poi crolla, e questo è capitato a noi.

Per le sue parole in questa intervista si vede che il Torino è rimasto nel suo cuore.

Ho avuto la fortuna di giocare con due campioni del mondo come Maradona nel Napoli e  Ronaldo nell’ Inter. Questi sono giocatori di una classe impareggiabile, ma nella mia carriera, la piazza dove ho fatto di più è stata senza dubbio quella di Torino, dove i tifosi mi hanno fatto sentire come a casa. Il legame con la tifoseria è stato sicuramente la chiave, inoltre adesso abito a Torino.

Di che cosa si occupa attualmente Marco Ferrante?

Ho fatto un corso da Direttore Sportivo e adesso mi dedico a quello con l’idea di entrare in qualche squadra, sempre con un progetto serio. Poi ho aperto una scuola di calcio a Torino che si chiama  ‘Soccer School Marco Ferrante’ e sono molto contento di questo. Diciamo che ho l’ idea di continuare a stare vicino al mondo del calcio.

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