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Torino, missione compiuta: a Palermo l’infermeria è vuota

Gruppo compatto / La sosta ha aiutato i granata a far rientrare tutti i problemi, eccezion fatta per Molinaro. L'abbondanza che non è mai un male

Redazione Toro News

"Un'obiettivo fissato a priori, subito dopo la bella vittoria contro la Fiorentina: l'obiettivo, per la sfida contro il Palermo di De Zerbi, è volare al Barbera con l'organico al completo, per quanto possibile - esula dal discorso, dunque, Cristian Molinaro, alle prese con una riabilitazione post operazione al crociato che lo terrà fuori dal rettangolo verde almeno fino a febbraio inoltrato.

"I granata, infatti, hanno messo in atto un vero forcing fisico nella prima settimana della sosta con l'obiettivo di riportare a regime chi, come Adem Ljajic, era vicino al recupero completo ma ancora lontano dalla forma adatta per scendere efficacemente in campo. A questo si sono aggiunti i recuperi di Castan e Vives, che avevano avuto qualche problema nato e rientrato in allenamento, e Obi, che ha archiviato l'elongazione alla coscia. Ultimo della lista, il difensore Arlind Ajeti, rientrato dopo un lungo calvario che, tra stop e ricadute, ne ha precluso sostanzialmente l'intera prima parte di stagione.

"E così, mentre Hart al ritorno dalla sfida dell'Inghilterra ha avuto bisogno di una seduta di scarico ma non ha mai preoccupato, Mihajlovic si trova finalmente nella condizione di poter effettuare con la serenità dell'abbondanza le proprie scelte, contando sulla voglia di ogni singolo giocatore di emergere: starà al tecnico decidere chi dovrà giocare e chi no, cercando di mantenere alto il morale dello spogliatoio. Questo dovrà essere confuso per problemi di abbondanza: per un allenatore, soprattutto per uno come il serbo, scegliere è solamente un privilegio e la garanzia di poter far scendere in campo il Toro migliore e più adatto alle circostanze. E i dubbi sono ben accetti.