Torino-Napoli 0-5, l’analisi dei gol: dove sbagliano Carlao, Iturbe e Hart

Torino-Napoli 0-5, l’analisi dei gol: dove sbagliano Carlao, Iturbe e Hart

Day after / Andiamo a rivedere come sono nate (e quali sono responsabilità) le cinque reti del match: transizione difensiva disastrosa, Callejon dà il via alla goleada azzurra

3 commenti

Brutta sconfitta per il Torino nella giornata di ieri: davanti ad un super-Napoli la squadra di Mihajlovic è stata a guardare. Tante le leggerezze in fase di copertura commesse anche se bisogna riconoscere che Sarri ha compiuto un capolavoro tattico ma andiamo a vedere nel dettaglio come sono nate le cinque reti della gara, per verificare i demeriti della linea difensiva granata che è stata alquanto disastrosa.

Torino, gli applausi dopo l’imbarcata: anche i giocatori erano stupiti

imageLA VISIONE DI GIOCO DI ALLAN – La prima segnatura evidenzia l’ottima visione di gioco di Allan che riesce a vedere, tra le linee, Callejon. Il centrocampista riesce a servigli un pallone con un ottima verticale, non contrastato da alcun centrocampista granata.

image

Callejon lascia inizialmente scorrere il pallone per poi agganciarlo e ribattere a rete. Errori evidenti da parte della difesa granata presa alla sprovvista con l’autore del gol che è riuscito a sfuggire alla marcatura di Carlao, incapace di leggere la situazione di gioco e fuori posizione. Molinaro è invece preso in mezzo tra Hysaj e Callejon e resta a metà strada.

image

 ITURBE COLPEVOLE – L’azione della seconda rete nasce da una brutta palla perse da Iturbe nella mediana.  In seguito Hamsik riesce a trovare con un ottimo lancio in profondità Mertens che avanza spedito tagliando in due il Toro. Assolutamente libero di agire il belga: le marcature preventive dei granata vanno in tilt e Mertens può fare a fette la difesa granata.

image

La soluzione scelta da Mertens poi appare vincente infatti, dalle retrovie, spunta Insigne come un treno (Zappacosta dov’era?) ed allora l’ex PSV gli mette subito un pallone coi contagiri che diventa un rigore in movimento per il giocatore nativo di Napoli che non sbaglia e sigla il gol che taglia le gambe ai granata.

image

HART RIVEDIBILE – La terza rete nasce da un lancio smarcante di Insigne per Mertens. Quest’ultimo avanza con una velocità impressionante trovandosi davanti una prateria, dato che ormai nel Toro erano saltati tutti gli schemi ed i difensori non avevano più posizione.

image

Il belga poi salta facilmente anche Rossettini e trafigge Hart con una tiro teso sul primo palo lasciato colpevolmente scoperto dall’inglese, come si può intuire nella foto sottostante.

image

Errore elementare per l’estremo difensore: coprire il proprio palo è uno dei primi insegnamenti che si effettuano ai portieri.

image

NAPOLI SENZA FRENI – Il Torino ormai non è più in partita ne con la testa e neanche con le gambe e la squadra di Sarri dilaga. Il quarto gol porta, nuovamente, il segno di Callejon. Ghoulam avanza sulla fascia sinistra, non trovando troppa resistenza da Zappacosta, in seguito trova il cross in mezzo dove Mertens sfiora solo il pallone ma nessun granata pensa a spazzare il pericolo e sul secondo palo c’è Callejon indisturbato che si avventa sulla sfera e ribatte in rete. I partenopei calano il poker ed il “Grande Torino” è ammutolito.

image

LA “MANITA” – Arriva anche il quinto gol degli azzurri che conferma la giornata no dei padroni di casa. Jorginho mette in mostra tutte le sue doti da regista effettuando un traversone al bacio su Callejon che aveva richiesto il pallone sulla fascia sinistra.

image

L’ex Real Madrid sfrutta il lancio di Jorghino per mettere in mezzo al volo un cross basso. Dalle retrovie arriva Zielinski che taglia in due la difesa dei padroni di casa e riesce a battere Hart che ormai vede la palla entrare da tutte le parti. Con questa rete anche i partenopei abbassano la guardia gestendo la gara, mentre i granata demoralizzati attendono solo il triplice fischio finale che arriva senza neanche un minuto di recupero.

3 commenti

3 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. claudio sala 68 - 1 mese fa

    In genere sono d’accordo con Miha che non è lo schema che fa la differenza ma i giocatori. Però una partita del genere va preparata studiando qualche accorgimento tattico , come ad esempio non essere in inferiorità numerica a centrocampo altrimenti tutte le volte i centrali difensivi devono uscire per coprire i buchi. Stesso discorso sulle fasce, se lasci avanzare anche i terzini sei sempre in inferiorità. Almeno potevamo metterci a specchio con un 4-3-3 e sfruttare la velocità di Belotti e lasciando in panca Lijaic. Probabilmente perdevamo lo stesso ma qualcosa di più avremmo combinato. Senza il motivatore in panchina si è visto come siamo inadeguati; spero che Cairo rifletta prt il rinnovo di Miha temo che quello che c’era di buono in lui ormai l’abbiamo già visto. Saluti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. prawn - 1 mese fa

      non puoi essere inferiore a centrocampo, con nessuna squadra.

      In questo 4-2-3-1 il problema ahime’ sono i giocatori, i fantasmi erano proprio quei 3 ‘trequartisti’ ribatezzati fancazzisti.

      si critica la palla persa da iturbe, quante ne ha perse boye con i suoi dribbling inutili? quante volte e’ andato a difendere?
      Ljacic: completamente non pervenuto.

      Serve gente, soprattutto quando te la giochi contro squadre piu’ forti di te con un piu’ di tremendismo / capacita’ di recuperare.

      che sia il doppio terzino, da entrambe le parti, quasi a fare catenaccio oppure rinunciare a ljacic per baselli avanzato, si puo’ fare di meglio con questa rosa

      la rosa ha dei limiti, miha ha fatto entusiasmare un paio di volte e con le gesta e le parole. ma alla fine, il bilancio della stagione, e’ tanto fumo poco arrosto.

      non si puo’ mettere in campo la squadra che ha giocato contro il napoli, non sta ne in cielo ne in terra.

      e quando sei graziato da chissa quale dio, che sei solo un goal sotto, cambia, che non e’ che stessimo soffrendo a livello fisico ma a livello tattico.

      metti dentro valdifiori, lukic, altro che iturbe, aggiungi legna al centrocampo!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. claudio sala 68 - 1 mese fa

        Boye direi che è un bel punto interrogativo, il 4-2-3-1 è uno schema molto complesso soprattutto se gli avanti non tornano. Purtroppo devo dire che in Italia l’ho visto fare bene solo dalla Juve

        Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy