Torino-Napoli: Hamsik la variabile azzurra, Higuain la sicurezza

Torino-Napoli: Hamsik la variabile azzurra, Higuain la sicurezza

Verso il match / L’analisi del centrocampo e dell’attacco dei partenopei: due reparti che rasentano la perfezione

Che la squadra di Sarri sia una macchina quasi perfetta, questo si evince dai numeri e dalla classifica. Il Napoli, infatti, se non si fosse trovato davanti la Juventus cannibale di questa stagione, avrebbe probabilmente conquistato qualcosa in più del secondo posto, ma con i se e con i ma non si vincono i campionati. Dal punto di vista degli interpreti, Sarri può contare su un roster di assoluta qualità, partendo dalla difesa (leggi qui), per poi passare a centrocampo ed attacco.

MEDIANA – Il faro del centrocampo azzurro è senza dubbio Jorginho. Voluto fortemente e poi accantonato da Benitez, l’acquisto estivo di Valdifiori poteva far pensare ad un’altra stagione in ombra per l’ex Verona. Sarri, invece, lo ha messo in regia nel suo 4-3-3 facendogli disputare ben 30 partite da titolare in questa Serie A. Decisivo, inoltre, l’acquisto di Allan, mezz’ala vera, che unisce alle spiccate doti difensive grande capacità d’inserimento, come dimostrano i 33 gettoni complessivi in campionato, conditi da 3 gol e 4 assist. Altra grande intuizione di Sarri, poi, la nuova posizione di Hamsik, che da trequartista puro è passato ad interno sinistro, in modo da mettere la qualità dello slovacco a disposizione della mediana, oltre che dell’attacco.

ATTACCO – Il protagonista assoluto di quest’annata partenopea è senza dubbio Gonzalo Higuain, perno centrale del tridente azzurro e uomo-ovunque. Oltre ai 32 gol segnati fino ad oggi in questa Serie A, infatti, il ruolo del Pipita negli schemi di Sarri è totale, con lo stesso numero 9 che spesso dal la all’azione nella propria metacampo, per poi ricevere il pallone nella stessa azione a ridosso della porta. E’ lui il direttore d’orchestra dell’attacco, coadiuvato in maniera eccelsa da spalle quali Callejon, Insigne o Mertens. Il primo è fondamentale soprattutto in copertura, mentre gli altri due amano accentrarsi per poi cercare il tiro a giro sul secondo palo.

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