Torino-Napoli, la storia sorride. Il pareggio manca da 20 anni

Torino-Napoli, la storia sorride. Il pareggio manca da 20 anni

I precedenti / I numeri sono dalla parte granata, ma negli ultimi anni regna grandissimo equilibrio

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Una storia lunga, quella che lega Torino e Napoli nel capoluogo piemontese: una storia fatta di 62 partite, la prima giocata nel ’28 (e fu un esordio a forti colori granata, 11-0), l’ultima l’anno scorso, quando l’inzuccata di Glik 8la sesta della stagione) permise di sorprendere i partenopei. Oggi le condizioni sono profondamente cambiate: il Napoli non lotta più per l’Europa League, ma per conquistare l’accesso diretto alla fase a gironi di Champions, dopo essere stata per mesi la candidata più credibile a contendere lo scudetto alla Juventus. I numeri dei precedenti, comunque, raccontano che la sfida di Torino è un osso duro per gli azzurri.

In realtà, nelle ultime partite, regna grande equilibrio: nelle ultime 7 partite giocate in casa dal Torino – in pratica, dal ’99 in avanti – lo score in campionato recita 4 vittorie granata e 3 partenopee (3-2 il conto in Serie A, 1-1 in Serie B), e l’assenza del segno X. Per risalire all’ultimo pareggio, infatti, bisogna tornare sino al ’95, nello 0-0 tra il Torino di Sonetti e il Napoli di Boskov che, curiosamente, fu l’ultimo di una serie di tre pari consecutivi. Nel complesso, i granata hanno conquistato 25 vittorie in casa, contro i soli 14 successi esterni, mentre 23 volte le due squadre si sono divise la posta in palio.

Il Napoli di quest’anno, però, con la storia ha poco a che spartire, dopo aver realizzato il record di punti in Serie A. Per continuare a far sorridere il parziale, ci sarà da mettere in campo una prestazione attenta e gagliarda, cercando di arginare i maggiori punti di forza azzurri, tra cui, ovviamente, la vena realizzativa di Higuain, capocannoniere del torneo, che a Torino ha già punito i granata nel 2014, gelando l’Olimpico al 90′. Un precedente che sulle rive del Po non hanno intenzione di rivivere.

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  1. giancator - 11 mesi fa

    Ottima analisi,in Italia vige un sistema mafioso con prestanomi nelle stanze dei bottoni,e arbitri come braccio armato!

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