Torino, Padelli e una stagione vissuta sulle montagne russe

Torino, Padelli e una stagione vissuta sulle montagne russe

Focus on / La panchina, il derby ma anche l’erroraccio con l’Empoli. Una stagione particolare per l’estremo difensore granata, il giocatore che forse più di tutti divide i tifosi

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Ha diviso e fatto discutere come nessun altro; c’è chi lo ritiene un buon portiere e chi invece non l’ha mai apprezzato. Di certo questa per Daniele Padelli non è stata una stagione come le altre; adesso che si è quasi ufficialmente conclusa (nell’ultima partita con il Cesena dovrebbe giocare Ichazo), analizziamo l’annata del numero 30 granata, tra lotta per il posto, errori e parate.

LA LOTTA PER IL POSTO – Per il portierone granata la stagione inizia senza certezze: Gillet infatti è finalmente rientrato dalla lunga squalifica e il Torino si trova con due portieri titolari a giocarsi il posto. Ventura inizialmente punta sull’alternanza, con Padelli titolare in campionato e Gillet a difendere la porta granata nelle notti d’Europa. Ma non dura per molto: contro il Cagliari alla quarta di campionato Daniele pasticcia con i piedi e regala la palla ai rossoblù che non si fanno pregare e vanno in rete; i granata poi vinceranno quella partita, ma per Padelli il posto da ‘numero 1’ in campionato è perso. Già, i retropassaggi, una costante per il tipo di calcio che vuole Ventura, e sono proprio quelle le situazioni nelle quali i critici del portiere ex Udinese si scatenano, ritenendo Padelli non all’altezza della categoria.

TITOLARE FISSO – Il portiere classe ’85 così fino a fine dicembre è confinato in panca e ha la possibilità di giocare solo in Europa League: il dualismo con Gillet certamente pesa ad entrambi, ma nessuno dei due fa esternazioni pubbliche di insofferenza o di fastidio, dimostrando così quanto sia solido e ‘riservato’ lo spogliatoio granata. Con l’anno nuovo però le gerarchie cambiano ancora: Padelli si riprende la titolarità il 6 gennaio contro il Chievo e riesce a convincere la società a risolvere il ballottaggio a suo favore: per quattro partite non subisce alcun gol su azione, il Torino inizia a volare e così Gillet parte, destinazione Catania. Padelli si è riconquistato il posto fino a fine stagione.

IL DERBY  L’EMPOLI – Ed è proprio sul finale che la stagione di Padelli vive i picchi emozionali più alti: a fine febbraio è anche con le sue parate spettacolari che il Torino espugna il San Mamès di Bilbao. Poi arrivano quegli 11 giorni tra il 26 aprile e il 6 maggio. Nel derby con la Juventus si arrende solo ad una punizione capolavoro di Pirlo, ma salva più volte il risultato, soprattutto nel finale di partita quando i bianconeri si gettano all’assalto della sua porta alla caccia del pari, con un paio di parate da ricordare, una specialmente su un colpo di testa ravvicinato. Poi però c’è l’Empoli e il retropassaggio di Moretti: un errore banale ma ovviamente molto grave che ha contribuito ad affossare le speranze europee del Toro. In questo caso però è da sottolineare il comportamento della Curva Maratona, che non ha smesso di applaudirlo ed incitarlo dopo l’errore. Una stagione che di sicuro Padelli ricorderà, un’annata con grandi parate e gravi errori; certamente migliorabile, ma che non merita di essere evidenziata solo per quella partita contro l’Empoli.

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