Torino, parla Avelar: ”Ventura mi aiuta a capire il suo modo di giocare. Voglio ripagarlo sul campo”

Torino, parla Avelar: ”Ventura mi aiuta a capire il suo modo di giocare. Voglio ripagarlo sul campo”

In ritiro / Il terzino, primo acquisto di questo calciomercato, si presenta: ”Qui c’è un gruppo fantastico”

Danilo Avelar, brasiliano tutto muscoli e tecnica, pronto a calarsi nella parte in questa nuova avventura a tinte granata. Il laterale prelevato dal Cagliari è stato il primo acquisto del Torino in questa sessione estiva del calciomercato e – come in molti hanno appreso attraverso i social network – si è subito dimostrato entusiasta di questa nuova avventura: ”Non vedo l’ora di iniziare, qui ho trovato un gruppo splendido che mi ha accolto a braccia aperte”. 

Il terzino prosegue parlando della preparazione in corso in quel di Bormio: ”I compagni di squadra mi danno una grossa mano ad inserirmi e lo stesso sta facendo il tecnico Ventura a livello tattico. So che dovrò lavorare molto e lo farò con la massima umiltà. Voglio ripagare il mister sul campo”. 

Come è normale che sia, il primo approccio a livello di collettivo è stato fatto con il connazionale Bruno Peres: ”Siamo entrambi brasiliani, quindi ci capiamo al volo. Ho subito legato con lui, ma ora c’è grande confidenza con tutto il resto del gruppo”. 

Quindi ancora sulla preparazione: ”É dura, i primi tempi lavori molto sul fiato e sul fisico. Quindi è normale fare un po’ di fatica. Ma poi una volta preso il giro non la senti più e quando arriva il pallone diventa tutta un’altra cosa. Lavoriamo anche sulla tattica, anche se certamente dovrò approfondire e non poco lo studio degli schemi. É una cosa necessaria se vuoi inserirti al meglio in un contesto nuovo”.

I brasiliani, si sa, sono giocatori votati all’attacco per natura. Ma con Ventura – lo abbiamo visto in questi anni – la fase difensiva non si può mettere da parte: ”Già a Cagliari mi impegnavo in difesa, qui invece nel 3-5-2 potrò spaziare di più in avanti. Detto ciò non posso pensare di mettere da parte il lavoro in fase di copertura, non è così che funziona il calcio”.

Si chiude tra gli aneddoti: ”Ho scelto il Toro perché so quanto sia bravo Ventura come allenatore. So che qui sarò in concorrenza con Molinaro, ma non esiste squadra in cui un giocatore abbia il posto fisso, o peggio sia l’unico a poter giocare in una determinata posizione. Quando devi giocarti il posto in campo, sai che ogni giorno devi dare il massimo e questo non può fare altro che alzare il livello. Adoro il basket e seguo l’NBA, ma fin da bambino ho sempre e solo messo il calcio in cima alla lista dei desideri”.

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