Torino, parla Fissore: “Lo Scudetto da Capitano della Primavera: semplicemente, un sogno che si realizza”

Torino, parla Fissore: “Lo Scudetto da Capitano della Primavera: semplicemente, un sogno che si realizza”

Esclusiva TN / Il capitano della Primavera Campione d’Italia appena passato alla Fidelis Andria: “Longo, un maestro come ce ne sono pochi. Il mio obiettivo? Convincere il Torino”

E’ passato un mese e mezzo da quella sera del 16 giugno, ma nella voce di Matteo Fissore senti ancora l’emozione, quando ricorda la vittoriosa Finale Scudetto Primavera contro la Lazio. Il difensore centrale classe 1996, dopo aver alzato la Coppa come capitano della Primavera del Torino, si è accasato in prestito alla Fidelis Andria, per quella che sarà per lui la prima esperienza in un campionato professionistico. Ecco le parole che il capitano del tricolore ha concesso ai nostri microfoni.

Capitano, partiamo dall’emozione più grande. Cosa ti viene in mente quando pensi alla sera del 16 giugno?

Penso a un sogno realizzato e ad un’emozione indescrivibile. Vincere lo Scudetto e alzare la Coppa come capitano della Primavera del Torino è qualcosa che non ti dimentichi mai nella vita. Ho lavorato duro in tutti questi anni e arrivare a una soddisfazione del genere è una gratificazione immensa… Abbiamo fatto qualcosa che al Torino non succedeva da 23 anni. Meraviglioso.

Un’avventura che tu hai vissuto, appunto, come Capitano. Che significato ha avuto ricevere quella fascia, l’estate scorsa?

Un significato importante, perché equivale a una grande manifestazione di stima. Longo e il resto dello spogliatoio hanno individuato me come punto di riferimento ed esempio. Andrò per sempre fiero di questo e ho dato tutto per ricambiare questa gratificazione. Insieme abbiamo vissuto momenti bellissimi, non ultima la visita a Superga nei giorni precedenti il quattro maggio.

Parliamo del mister Moreno Longo: quanto c’è di lui nello Scudetto?

Tanto. E’ un allenatore preparatissimo, cura i dettagli in maniera incredibile, è un motivatore fenomenale ed è un punto di riferimento. Io con lui ho un grandissimo rapporto. Ci sentiamo spesso e il suo parere è stato una delle cose che mi hanno spinto a scegliere la Fidelis Andria.

Ecco, la Fidelis Andria: quali i motivi di questa scelta?

La serietà della società, il calore della piazza, la curiosità di fare un’esperienza lontano da casa e la voglia di mettermi in discussione. Sono certo che qui si può fare calcio come si deve. Il primo impatto è stato buonissimo, il gruppo è ottimo e ci sono tutti i presupposti per fare bene. Sono contento della scelta che ho fatto.

Obiettivi personali?

Chiaro che mi piacerebbe accumulare quante più presenze possibile, per convincere il Torino a propormi un contratto da professionista (attualmente è ancora legato con un vincolo di addestramento, ndr). Il granata è una seconda pelle, una volta che vesti quella maglia nel Settore Giovanile, l’obiettivo è quello di tornarci da professionista.

Infine, cosa vuole dire l’ex capitano della Primavera ai tifosi granata che hanno seguito la squadra per tutto l’anno?

Voglio ringraziarli ad uno ad uno. Vedere un supporto del genere ad una squadra Primavera non è una cosa comune a molte piazze e siamo orgogliosi di avergli dato una soddisfazione grande. Seguirò il Torino e la sua Primavera anche da qui, in Puglia!

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