Torino, quella granata è la quinta miglior difesa del campionato

Torino, quella granata è la quinta miglior difesa del campionato

Giro di boa / Dopo diciannove giornate i granata hanno subito 21 gol e sono la quinta miglior retroguardia: un reparto solido e compatto, che può contare -inoltre- sulla vena realizzativa di capitan Glik

Il famoso giro di boa è compiuto, metà stagione è alle spalle, e altre diciannove partite aspettano Ventura e i suoi ragazzi. 

Come tutti i momenti cruciali che si rispettino, anche questo girone d’andata che si chiude coincide con i primi bilanci, e uno sguardo ai numeri non fa mai male per capire quale sia realmente la situazione in casa granata. Oggi verrà presa in considerazione la difesa, che fra alti e bassi, è forse il reparto che ha maggiormente convinto, insieme alle corsie esterne, fino a questo momento.

UNO SGUARDO GENERALE – Quello difensivo è il reparto della squadra deputato a “difendere”, appunto, dagli attacchi avversari, e dunque, seppur assolutamente non in maniera totale, i difensori condividono spesso con il portiere la responsabilità di un gol. Per ora, sono 21 i gol subiti dai granata, che possono vantare così la quinta retroguardia migliore del campionato, sopra a squadre più lanciate in graduatoria come Lazio e Napoli.

I SINGOLI – La retroguardia granata, come sappiamo bene, è costituita, di norma, da tre giocatori. Il terzetto titolare è composto e da Maksimovic, Glik e Moretti: un trio che aveva ben impressionato già durante la passata stagione, e che quest’anno si è confermato ad alti livelli. Moretti è il più presente dopo Quagliarella, con 18 gettoni da titolare, ed è garanzia di sicurezza, costituendo un esempio più che utile per il giovane pari-ruolo Silva (che, però, ha convinto più da laterale); Maksimovic, invece, pecca a volte di troppa superficialità, ma le sue doti sono indubbie e Ventura lo ha preferito spesso e volentieri al più esperto Bovo. Jansson, infine, è forse il caso più curioso: lo svedese ha alternato partite giocate con grande personalità, ad altre dove ha commesso errori grossolani dettati dall’inesperienza; ma tempo e doti tecnico-tattiche sono dalla sua parte.

CAPITANO, “MURO”, BOMBER – Chiaramente, però, il simbolo di questa difesa non può che essere lui: il capitano Kamil Glik. Perfettamente incarnante i valori cari ai tifosi granata, il centrale polacco è un vero e proprio muro in difesa, facendo valere la propria forza fisica nei contrasti e disponendo di un’ottima intelligenza tattica che lo porta a trovarsi spesso nel posto giusto al momento giusto. Questo discorso, paradossalmente, vale sia quando si trova nella propria area di competenza, sia quando si avventura in quella avversaria in cerca di fortuna: qui, il suo dominio sui palloni alti è schiacciante, e i 5 gol in campionato che lo incoronano bomber della squadra (insieme a Quagliarella) lo dimostrano. 

Tirando le somme, quindi, i gol lì davanti stentano ad arrivare, ma – ed è un elemento di continuità rispetto agli scorsi anni – il Toro riesce ad essere una delle migliori difese in Italia, grazie ad un reparto ben assortito e disciplinato. In più, in queste prime partite si è assistito ad un Glik goleador e ad un Moretti non a segno, ma altrettanto pericoloso sui calci da fermo. Quando i gol non arrivano dagli attaccanti, ecco la “rivincita” dei difensori: il problema, però, è che, in una squadra che vuole essere competitiva, i gol li devono segnare quelli che stanno qualche decina di metri più avanti rispetto alla propria area di rigore. In caso contrario, c’è qualcosa che non va.

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