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Torino-Roma, pareggio giusto arrivato in maniera controversa

A mente fredda / Nessuna delle squadre riesce ad avere il sopravvento, il match viene deciso dagli episodi

Nikhil Jha

"È stata una bella partita per gli amanti della tattica, forse meno piacevole per chi si aspettava spettacolo. È stato un Torino-Roma bloccato tra due squadre scese sul terreno di gioco con le idee ben chiare in testa su come fermare l'avversario, ma in difficoltà quando si è trattato di improvvisare di fantasia la fase offensiva.

"Non hanno brillato gli uomini di maggior talento: Pjianic da una parte (al di là del gol, su cui torneremo) e Baselli dell'altra si sono spesso trovati a lavorare nello stretto, senza riuscire a pescare la giocata che potesse illuminare la partita. Il 16 granata c'è riuscito in una sola occasione, quando al 3' del primo tempo ha sorpreso la Roma presentandosi sulla sinistra da cui ha incartato un cioccolatino per Belotti, che non ha avuto la prontezza di alzare il pallone, finito sui piedi di uno Szczesny ormai a terra. Scossi dal brivido i giallorossi si sono compattati e hanno iniziato a costruire una mole di gioco di qualità ma infruttuosa: la squadra di Garcia ha chiuso i primi 45' senza provare neanche un tiro verso la porta - la prima volta che accade in stagione. È il segno che la difesa granata, in linea con le ultime, positive prestazioni, ha retto bene il colpo, sfruttando anche la mancanza di spinta di Gervinho - poi uscito per infortunio, è risultato controproducente rischiarlo - e Iago Falque - impalpabile. Non hanno aiutato i terzini, Florenzi e Digne, molto conservativi, che raramente hanno proposto una soluzione alternativa sulle fasce. Limitare Pjanic e Nainggolan, per la difesa del Torino è diventato, dunque, più semplice, soprattutto grazie a un Vives anche ieri in stato di grazia, presente su ogni singolo contrasto nei 20 metri.

Il battibecco tra Acquah e Florenzi, in Torino-Roma

"Nel secondo tempo la stanchezza delle squadre ha creato qualche spazio in più, utile soprattutto per permettere ai granata di ripartire in contropiede con un ispiratissimo Bruno Peres. Troppo spesso, però, il Toro ha peccato nel famoso "ultimo passaggio" che avrebbe permesso di andare in porta: decisamente troppa la foga nei momenti topici del match, anche da parte dei più freschi (come l'apertura nel nulla di Maxi Lopez in pieno contropiede). Per i capitolini arriva la grande chance della ripresa, con Dzeko in anticipo su Glik su un cross dalla trequarti di Florenzi, che ha tutto i tempo di prendere la mira, approfittando di un'incomprensione tra Moretti e Benassi, subentrato a Baselli. La girata del bosniaco finisce fuori.

"È nel momento in cui più sembra essere già scritto lo 0-0 che la partita si sblocca: Pjanic batte una punizione da lontanissimo , Dzeko ci prova ma non ci arriva, Padelli viene ingannato da movimento della punta bosniaca e, in un esco-non esco di scarsa efficacia, lascia sfilare il pallone che si deposita all'incrocio. La beffa per il Torino, che fin lì non aveva rischiato sostanzialmente nulla, è enorme. La lucidità per riprendere in mano le redini del match, però, sembra essere poca, fino al secondo episodio decisivo, quando Rüdiger, a 1' dal termine, pasticcia al limite e si fa soffiare palla da Belotti - mai domo - che cade a terra dopo un contato con Manolas. L'arbitro ha la visuale coperta, passano attimi di grande tensione: il giudice di porta sancisce il rigore. Maxi non sbaglia l'appuntamento con il terzo gol stagionale.

"Il Toro esce, quindi, meritatamente imbattuto da una sfida arcigna, contro una Roma che ha tante cose su cui lavorare, se vuole che si continui a parlare di scudetto. Granata che hanno confermato il buono stato di forma, ma che devono recriminare per le troppe occasioni potenziali sciupate. Il percorso di crescita deve passare (anche) di qui.