Torino, Schachner: “Ho rubato molto da Radice per la mia carriera da allenatore”

Torino, Schachner: “Ho rubato molto da Radice per la mia carriera da allenatore”

Esclusiva TN / L’attaccante austriaco: “La mia nazionale potrebbe essere il “nuovo Leicester” di questo Europeo in Francia”

Walter Schachner è uno dei migliori attaccanti austriaci di sempre. Un giocatore dall’esperienza internazionale invidiabile – partecipe ad Argentina 1978 e Spagna 1982 – che ha lasciato un importante impronta anche, e soprattutto, in Italia. Protagonista di una delle imprese calcistiche più importanti degli ultimi 50 anni: il Miracolo di Cordoba, che ha messo in crisi il colosso della Germania dell’Ovest. Oltre che con l’Austria però, ha fatto molto bene anche con i club: Cesena, Torino e infine, come ultima tappa italiana, Avellino. L’austriaco ha rilasciato ai nostri microfoni una speciale intervista esclusiva, durante il “1° Memorial Don Aldo Rabino” organizzato dal “Toro Club Sicilia Granata Tonino Asta”, dove Walter è stato ospite insieme a molte ex glorie del Torino.

Come giudica il miracolo sportivo messo in atto dal CT Koller? 

“Marcel Koller è un ottimo allenatore, ha un grande gruppo e siamo veramente forti. Siamo molto in forma e se non abbiamo infortunati possiamo fare grandi cose. Oltre che a grandi giocatori – Alaba, Harnik, Fuchs – abbiamo un buon collettivo e un grande commissario tecnico. Questa è la vera formula per vincere”.

Ha trasmesso gli ideali del Toro ai suoi ragazzi da allenatore? 

“Si, sono stati fondamentali per me, in parte anche per la mia carriera da allenatore. Mi ha influenzato molto la presenza di alcuni allenatori molto importanti, come Luigi Radice, dal quale ho rubato molto. Le vecchie idee le ho mischiate con le mie per dare vita a progetti avvincenti”.

Può raccontarmi qualche aneddoto sui mondiali di Argentina 1978 e Spagna 1982?

“Io ero ancora un giocatore di Serie B e questo è davvero una cosa che mi fa molto onore, poiché nessuno, dalle serie minori, né oggi né prima è stato mai convocato. Giocare dei campionati mondiali da giocatore di Serie B è qualcosa di unico e fantastico allo stesso tempo”.

Qual’è stato il suo miglior momento in nazionale? 

“Nel mondiale in Argentina segnai il primo gol contro la Spagna e poi abbiamo battuto la Germania dell’Ovest per 3-2, il “Miracolo di Cordoba”, anche se poi siamo stati eliminati nel secondo turno. Un’impresa storica contro i nostri acerrimi rivali, che, in Germania, è stata definita “Schmach von Cordoba”, ovvero “La vergogna di Cordoba”.

Come giudica il calcio austriaco?

“E’ un calcio in ascesa, che si basa molto sulla nazionale. Una nazionale che, malgrado la mancanza di top player, può puntare a far bene anche contro un Portogallo pieno di stelle. Occorre soltanto bloccare Cristiano Ronaldo e puntare su un gioco di squadra. A dispetto loro, noi non soffriamo di protagonismo e abbiamo giocatori che competono nei migliori campionati europei – Inghilterra, Germania e Francia – che possono fare davvero bene. Abbiamo una squadra davvero forte e un campionato che si sta rivalutando. L’Austria potrebbe essere il “nuovo Leicester” dell’Europeo”.

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