Torino, se la compattezza fa male: squadra corta e larga, così ti fai schiacciare

Torino, se la compattezza fa male: squadra corta e larga, così ti fai schiacciare

L’analisi / Di norma, avere 11 uomini disposti l’uno vicino all’altro dà la sensazione di squadra solida e organizzata, ma i risultati danno contro ai granata. Questione di baricentro

Squadra corta, nel calcio, è da sempre sinonimo di organizzazione, solidità, vittorie. Avere la capacità di muovere i 10 giocatori di movimento come un sol uomo, lasciando pochi spazi agli avversari in mezzo al campo e favorendo il fraseggio stretto tra i propri è inteso generalmente come un ottimo metodo di gestire la partita e, verosimilmente, portare a casa il risultato. Tuttavia, il Torino, in questo campionato, sembra andare controtendenza. Spesso la squadra più corta in campo, l’11 di Ventura non riesce a essere incisivo come ha dimostrato di poterlo essere gli scorsi anni, e viene da chiedersi cosa non funzioni nell’assetto dei granata.

La risposta sta nel modo in cui la compattezza della squadra si dispone in campo. Vero che i granata sono molto corti, ma è altrettanto vero che sono molto larghi: contro la Juventus, ad esempio, la lunghezza media di Glik e compagni era 28 metri circa, 1 e mezzo in meno dei bianconeri. Di contro,questi risultavano essere più stretti di quasi due metri. Risultato: il Torino era sì compatto, ma si è fatto schiacciare dal possesso palla e dalla qualità bianconera, incapace di alzarsi anche quando la palla saliva. Emblematico il dato relativo al baricentro. 7 metri a vantaggio Juve. Valori in campo diversi? Certo, ma anche con il Genoa i numeri sono molto simili.

Anche la mappa termica lo indica. La squadra granata ha, in media, passato la maggior parte del tempo all’altezza della propria area di rigore, mentre i bianconeri sostavano all’incirca a centrocampo: difficile in questo modo ripartire, e lasciare da soli Belotti e Immobile (o Maxi Lopez), se la squadra non sale organicamente ad accompagnare la manovra di contrattacco, risulta del tutto infruttuoso in termine sia offensivi sia di alleggerimento. La soluzione? Cercare di alzare la mediana e la difesa, a fronte, certo, anche di correre qualche rischio in più aprendo degli spazi dietro la retroguardia: il pericolo più grande che, probabilmente, il non veloce trio di difesa granata corre. Certo, però, che la tattica fino ad ora usata non paga. Lecito, dunque, interrogarsi sulle relative contromisure.

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