Torino, tra sfortuna e pochi ricambi: il settembre nero del centrocampo granata

Torino, tra sfortuna e pochi ricambi: il settembre nero del centrocampo granata

Il punto / Il reparto, falcidiato dagli infortuni, ha finito per rivelarsi povero di alternative: e Rincon ha dovuto fare gli straordinari

11 commenti

Si è concluso settembre: un mese che ha portato con sé cinque giornate di Serie A – considerando anche la più recente, a cavallo con ottobre – e conseguentemente ha permesso al campionato di avvicinarsi alla fase più viva, lasciandosi alle spalle prime impressioni o fuochi fatui ed andando a definire con maggiore accuratezza punti di forza ed anelli deboli delle varie formazioni. In casa Torino, non può considerarsi un periodo particolarmente fortunato quello appena terminato focalizzando l’attenzione su un reparto nello specifico: il centrocampo. Proprio la mediana infatti risulta ad oggi essere il settore nel quale i granata hanno registrato il maggior numero di defezioni in questo avvio di stagione e che, alla prova dei fatti, sembra finora essersi rivelato povero di alternative.

Non è una novità che il calciomercato estivo del Torino sia stato strutturato partendo dalla volontà di Mihajlovic di costruire la propria rosa sul 4-2-3-1, e che dunque a livello numerico i sei centrocampisti attualmente in rosa creino un roster di giocatori adeguatamente fornito in questo senso. Quali sono stati allora i problemi granata in mediana? Al netto della situazione Gustafson, da interpretare e sbrogliare, le principali difficoltà sono arrivate a causa degli infortuni che hanno veramente falcidiato il reparto mediano a disposizione del tecnico. Per quanto riguarda il giovane svedese, il suo utilizzo è stato sinora indubbiamente più frequente rispetto alla passata stagione ma le prestazioni fornite non sembrano classificarlo ad oggi come un profilo pronto per la categoria: non si tratta di fatto di una prima scelta e non è un caso che sino all’ultimo fosse in partenza con la formula del prestito, per maturare ed accumulare esperienza.

Ritiro Bormio 2017 baselli

I maggiori problemi sono derivati tuttavia, come accennato, dai bollettini medici che si sono susseguiti senza pietà: delle sette partite totali disputate fino ad oggi (otto calcolando la Coppa Italia) Mihajlovic ha avuto a disposizione una pedina di fondamentale importanza quale Baselli solamente per tre di esse, complice anche la squalifica nell’ultimo turno. Dopo un avvio di stagione assolutamente convincente, Obi è nuovamente incappato in un infortunio muscolare, e fermato dai problemi fisici – acuiti dalla ricaduta patita nella stracittadina – è attualmente anche Acquah. Per quanto riguarda Valdifiori, contro il Verona ha finalmente trovato la via dell’esordio stagionale dopo essere stato anch’egli indisponibile per lungo tempo. Sei pedine sulla carta, mediamente tre nella pratica: condizioni, a larghi tratti imprevedibili, che hanno portato Rincon a fare gli straordinari e giocare praticamente sempre, ed infatti nell’ultimo match il venezuelano ha in parte evidenziato la necessità di rifiatare.

Altra questione che forse avrebbe meritato maggiore attenzione, è la propensione alle ammonizioni che accomuna proprio Rincon ed Acquah: facendo della grinta e della forza fisica le proprie principali qualità, è chiaro che incappino nel cartellino con maggiore frequenza rispetto ai compagni. Insomma, la pausa capita nel momento giusto e contro il Crotone sarà sicuramente presente Baselli, ed insieme a lui la speranza è quella di recuperare sia Acquah che Obi: ma a posteriori, il mese di settembre ha detto ai granata che un’altra alternativa in mediana avrebbe fatto estremamente comodo. E, sperando che nel frattempo la situazione non continui sulla stessa sfortunata falsariga, a gennaio il Torino potrebbe forse pensare ad un ulteriore innesto…

11 commenti

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  1. CUORE GRANATA 44 - 2 mesi fa

    Riguardo al ns. centrocampo,nel rispetto di tutte le opinioni espresse,a mio avviso la questione va valutata da 3 distinte angolazioni: 1 Numero del roster 2 Qualità degli interpreti 3 Capacità del regista. Sul punto 1 manca per certo un giocatore alla Gazzi che cementi la diga,forse due.Ritengo che dopo la cessione di Benassi( giusta o meno è altro discorso) la Società intendesse provvedere in merito ma lo stop dovuto alla mancata cessione di Gustavo,di fatto già conclusa,non ha permesso l’operazione anche perché non dobbiamo dimenticare i limiti imposti alle “rose”con tutti i bizantinismi correlati.Su Obi penso che la Società abbia avuto delle garanzie di tenuta dal nuovo staff medico. Sul punto 2 penso che la qualità non eccelsa ma nemmeno così scarsa del roster sia adeguata per tentare di occupare uno “strapuntino” per EL. Sul punto 3 le note sono dolenti e debbo dire che anch’io sono deluso dal”Vate dei Balcani” e dalla sua pervicace ottusità tattica, che prescinde dalla qualità degli interpreti. Speriamo che l’assenza di Belotti faccia meditare il guru con adeguate contromisure per meglio equilibrare la squadra. Attendiamo la fine del girone di andata per esprimerci con maggiore cognizione di causa. FVCG!

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  2. Pimpa - 2 mesi fa

    Possiamo scervellarci quanto vogliamo ma il mandriano non cambierà modulo.
    Il centrocampo composto da gente come Obi Valdifiori Acquah Rincon Gustafson vale esattamente la posizione che abbiamo.
    Per andare in Europa servono altri giocatori e un allenatore.

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    1. Marino - 2 mesi fa

      Ti sbagli, quel centrocampo vale nettamente meno della posizione che abbiamo ora. Tempo al tempo.

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  3. fabrizio - 2 mesi fa

    Una societa’ seria, dopo quasi 3 anni che Obi continua a spaccarsi ogni due partite magari lo avreeb cambiato con uno un po’ piu’ integro

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    1. Marino - 2 mesi fa

      Sei pazzo! Vuoi fallire?

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  4. FVCG-70 - 2 mesi fa

    A mio parere il centrocampo a due, come sottolineato anche da JoeBaker, non ci consente il possesso e la circolazione della palla.
    Si prova a fare filtro e si cerca immediatamente (alla spera in Dio) uno dei 4 davanti.
    Il Verona secondo me ha una povertà tecnica imbarazzante, ma ci siamo fatti schiacciare senza riuscire a mantenere il possesso del pallone. Dopodichè è entrato Gustafson per dimostrarci una volta di più che è un giocatore non adeguato alla seria A italiana.
    Il gioco non c’è e il carattere nemmeno…Mihailovic (bravissimo nelle conferenze stampa), non c’entra nulla???

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  5. JoeBaker - 2 mesi fa

    È evidente che gli infortuni hanno influito, sì, ma che non è un problema di uomini, ma di modulo.
    Abbiamo 5 centrocampisti adeguati, non appena si rimetteranno Aquah e Obi e contando anche su Valdifiori, che secondo me può assolutamente fare il suo: con l’assenza di Belotti è ora di tornare a un modulo più logico con 3 centrocampisti, smettendo con l’assurdità di un centrocampo così povero, che costringe anche i giocatori di talento a correre il doppio e perdere lucidità, non facendo bene nè la fase difensiva, nè il possesso palla. Nonostante i numeri molto negativi, sono ancora convinto che la difesa sia migliorata, ma che paghiamo un modulo scriteriato che non dà sufficiente copertura e non permette di far girare la palla in modo veloce e proficuo. Non c’è filtro, il possesso è sempre critico e quando lo facciamo, ripartiamo lentissimi… Bisogna essere umili e sfruttare questa “occasione” per fare un tentativo di 4-3-1-2 con Ljiaic dietro Niang e uno a scelta tra i giovani che abbiamo oppure un 4-3-2-1 con Ljiaic e Falque dietro a Niang. Resto convinto che la qualità non si discute e che, soprattutto con Niang sbloccato, i risultati della prima parte dell’anno scorso siano assolutamente alla portata, nonostante un allenatore almeno discutibile.

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    1. Spadowsky - 2 mesi fa

      Totalmente d’accordo…unico dubbio: nel 4-3-1-2 Iago dove giocherebbe (se giocherebbe)? E nel 4-3-2-1 quando rientra il Gallo Niang si accomoda in panca? Purtroppo si è costruito la squadra per il genio del 4-2-3-1 e ora cerchiamo solo di mettere qualche pezza.

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      1. Athletic - 2 mesi fa

        Secondo me hai centrato il problema. È stata costruita una squadra con lo scopo di soddisfare l’allenatore, sia per quanto riguarda gli interpreti, sia per il modulo. Se le cose fossero andate bene, sarebbe stato perfetto, in caso contrario ti ritrovi con una rosa male assortita che rende complicato un cambio di modulo, oltre che dei giocatori alcuni dei quali con un carattere diciamo particolare, voluti da questo allenatore e che potrebbero non andare d’accordo con un eventuale nuovo mister. Il fallimento di Miha sarebbe quindi anche il fallimento di chi gli ha dato una fiducia cieca ed eccessiva.

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    2. Luke90 - 2 mesi fa

      Si parla di nuovo di società … ma abbiamo 6 giocatori per due posti, tenendo conto che Benassi lo si è estromesso per scelta, Lukic mandato a farsi le ossa, e Gustafsson che è “molto migliorato”… a mio avviso per come giochiamo, possiamo metterci anche il miglior centrocampista del mondo ma il risultato non cambierebbe.
      Lo scorso anno era colpa della difesa (e si potrebbe discutere, nonostante i numeri), quest’anno colpa del centrocampo …

      Spero che Sinisa faccia autocritica e si metta in discussione; noi vediamo il campo, il (non) gioco … ma sta facendo più danni di quanti non ne percepiamo..
      E “ci” auguro solo che Niang dimostri il suo valore a prescindere da chi lo allenerà…

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    3. gice - 2 mesi fa

      Concordo e aggiungo. Se il centrocampo è numericamente ridotto (e qualitativamente non eccelso), i nostri mediani andranno spesso incontro all’occasione di recuperi affannosi (così si stirano…) e fallosi (leggere alla voce cartellini). Speriamo in qualche variante, perchè così ne perdiamo uno dopo l’altro…

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