Torino, un finale con la spia della benzina accesa

Torino, un finale con la spia della benzina accesa

Sconfitta eccessiva nelle proporzioni, adesso l’importante è non ridimensionare il progetto per le prossime stagioni

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Finisce a Genova l’inseguimento granata all’Europa League, dopo una partita che ha fatto capire quanto i ragazzi di Ventura abbiano ormai utilizzato anche le ultime risorse di energia rimaste e siano chiaramente in riserva. La testa pensa a cosa fare ma le gambe che non rispondono.

KO ECCESSIVO – Dispiace per le proporzioni eccessive della sconfitta, frutto di un crollo finale che fa apparire questo ko una batosta più grande di quello che realmente è; in fondo fino al 2-1 genoano la vittoria è stata in bilico e dopo il pareggio il Toro aveva dato l’impressione di potersi giocare il successo. Non è stato così, ma guai se questo risultato, o quello maturato con l’Empoli (la vera partita che ha precluso al Toro le chances di giocarsi fino all’ultimo l’accesso in Europa) offuscassero la grande prestazione di un gruppo di ragazzi che per oltre un girone sono andati al di sopra di tutte le più rosee aspettative e che in Europa hanno fatto sognare.

SPAZIO A CHI HA GIOCATO MENO – Le ultime partite saranno l’occasione per ruotare qualche giocatore e dare spazio a chi ha giocato di meno e ai più giovani. L’ottavo posto che permetterebbe di evitare i preliminari di Coppa Italia è lontano sei punti per cui sembra arduo da raggiungere: si giocherà per l’onore per capire chi può essere da Toro anche per il futuro tra le ‘seconde linee’. Questi ragazzi vanno comunque ringraziati per quanto hanno fatto vedere e per le emozioni che hanno saputo dare.

NON RIDIMENSIONARE IL PROGETTO – Per l’anno prossimo l’importante è ripartire da qui, possibilmente senza smantellare un gruppo di giocatori e un allenatore che hanno fatto così bene. Le basi per ottenere stabilmente buoni risultati ci sono, è chiaro che per andare ancora più lontano il progetto va ingrandito, non certo ridimensionato.

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