Torino, Ventura: ”La vittoria contro il Napoli è meritata, altro che errori avversari”

Torino, Ventura: ”La vittoria contro il Napoli è meritata, altro che errori avversari”

Il tecnico granata: ”Toro e Juve non sono paragonabili. Ogni volta che vinciamo è sempre per demerito altrui? No, non è giusto. Lo sfogo di Benitez? Se penso al fallo di Higuain l’anno scorso su Glik…” 

Giampiero Ventura, artefice di questa cavalcata granata, ha traghettato il Torino dalla Serie B sino agli ottavi di Europa League. Tutto di un fiato, senza sbagliare un colpo.  Si parte dal successo più recente, quello contro il Napoli, con lo sfogo di Benitez: ”Non so il motivo dello sfogo, ma se ripenso alla passata stagione con quello che è successo (fallo di Higuain su Glik e poi rete decisiva, ndr), avrei dovuto fare di peggio – apre così il tecnico granata -. Colpa mia? Chiedo scusa pubblicamente (sorride, ndr). Detto questo è stata una vittoria meritata.  E ci tengo a sottolinearlo. Perché ogni volta che i ragazzi vincono, dicono che è per demerito degli altri. E l’Inter non era la miglior Inter. E al San Mames gli altri non hanno messo un titolare…No non è così”. 

Poi il clima si distende con un rapido scambio di battute con il centrocampista della Lazio Parolo: ”Se mi vuole ringraziare che venga meno carico a Torino tra 15 giorni, visto che giocano contro di noi’. Se l’avevo chiesto a Cairo? Non posso permettermelo, già la scorsa stagione era un giocatore importante, ora guardando quest’anno è diventato un centrocampista importantissimo. L’uomo più decisivo della Lazio? Credo sia Felipe Anderson, è un giocatore straordinario, fuori dal normale”.

Si passa alle domande su questo gruppo che ha vissuto una settimana fantastica, arriva da un periodo da record, con tanto di passaggio agli ottavi di Europa League: ”Ci sono ragazzi molto umili che sono sempre pronti a mettersi in discussione. Parlo di Darmian, Glik, Moretti, Vives, Quagliarella, Maxi Lopez e tutti gli altri. Bisogna riconoscere a questo gruppo tutto ciò che gli spetta. Momenti difficili a Torino? No, non ce ne sono mai stati”.

Quindi una chiosa su Cerci e Immobile: ”Il mese scorso parlavo con un rappresentate del Barcellona che mi chiedeva di lui. Gli ho detto che Cerci ha sbagliato ad andare all’Atletico Madrid, perché non è una squadra adatta a lui. Era meglio il Barcellona. Alessio è un ragazzo molto sensibile, con me ha resto perché l’ho aiutato. Ha bisogno di essere aiutato, è un buono. Ma se lo sostieni ti ripaga al massimo. Ora al Milan potrà fare bene, è solo questione di tempo. Immobile si sta ambientando al Borussia, l’anno scorso ha reso tantissimo perché lo abbiamo messo in condizione di fare quello che gli riusciva meglio. Sembrano frasi fatte, ma il calcio è questo”. 

Dopo la vittoria di Bilbao il popolo è tornato a sognare: ”A cosa dare precedenza? Questa è una squadra che ha lavorato molto, i ragazzi sono più maturi e consapevoli. L’obiettivo è fare in modo che Darmian si confermi ai livelli del Mondiale, che Glik e Maksimovic continuino su questa strada visto che hanno diversi estimatori all’estero. E poi dobbiamo far crescere i giovani”.

Poi su Cairo: ”Certamente è uno dei migliori presidenti con il quale abbia mai lavorato. Mi ha fatto vedere il calcio in maniera più ampia, anche dal punto di vista amministrativo, oltre che dal lato sportivo. Avere un progetto sportivo vuol dire prelevare il materiale grezzo, ma di qualità, e trasformarlo in un prodotto finito. E non il contrario. Per ora è questa la dimensione del Torino che certamente non può essere paragonata a quella della Juventus”.

 

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