Torino-Zenit: la miglior partita di Ventura sotto il profilo della gestione

Torino-Zenit: la miglior partita di Ventura sotto il profilo della gestione

L’analisi a mente fredda / Prestazione ottima di tutto il gruppo granata, che deve rammaricarsi per qualche occasione sprecata e per una sorte che avrebbe potuto premiare questa squadra e il suo percorso di crescita

Una partita spettacolare, sofferta e sentita fino all’ultimo secondo dei 96′ giocati. Una sfida che vede uscire i granata vincitori, ma eliminati dall’Europa League in virtù del risultato dell’andata a San Pietroburgo. 

INTERPRETAZIONE PERFETTA – Il Toro, ieri, ha giocato una partita ordinatissima: nonostante l’alto coefficiente di difficoltà e l’obbligo più o meno implicito di fare risultato senza subire gol, i granata hanno disputato una gara all’attacco, rischiando poco o niente e creando da subito pericoli dalle parti di Liodygin. Sono forse mancati l’incisività e il cinismo lì davanti, oltre che la precisione nei traversoni (pochi davvero i cross utili messi dentro da Molinaro e Darmian), e le occasioni più importanti sono nate quasi tutte da calcio da fermo. 

SFORTUNA E POCO CINISMO – Il Toro è comunque stato capace di fare la partita senza sbilanciarsi eccessivamente, e un monumentale Glik è riuscito ad annullare completamente Rondon, mentre Hulk e Shatov non hanno avuto vita facile rispettivamente con Moretti e Maksimovic. E’ mancata, però, ancora una volta la fortuna ai ragazzi di Ventura: incredibili, infatti, le due parate di Liodygin nel finale su Martinez e Gazzi, e poi ancora su Amauri. I granata, però, soprattutto nel primo tempo, hanno peccato di poco cinismo: prima Maxi Lopez non riesce a mettere dentro il pallone durante una mischia furibonda in area russa, e poi Quagliarella, da ottima posizione, non riesce a dare potenza al suo colpo di testa.

PARTITA CONTROLLATA – Il match, comunque, è stato ampiamente controllato dai granata, che hanno però trovato il gol solamente al 90′, quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Bovo, è Glik a trovare la settima deviazione vincente della sua stagione, la prima in Europa. L’assalto finale con tutto lo stadio in piedi – tribune comprese-  non basta: al Torino rimane il merito di avere dominato una partita contro una squadra molto quotata come lo Zenit, di averla vinta, ma non si può non provare rammarico per una qualificazione che, alla luce della partita di ieri sera, forse avrebbe dovuto essere raggiunta da un’altra squadra. 

Il Torino esce dall’Europa a testa alta, mantenendo inviolato l’Olimpico e dando una prova di forza non indifferente contro una delle aspiranti alla vittoria finale. L’epilogo, però, non è quello che si sognava.

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