Torino-Zenit: scendere in campo, per non tornare a guardare le partite in tv

Torino-Zenit: scendere in campo, per non tornare a guardare le partite in tv

Europa League / É il giorno della verità: ragazzi, fateci rivivere la storia granata in tutta la sua profondità empatica

É ora. Oggi è il giorno della verità, e non è solo pura retorica: il Torino di Giampiero Ventura, infatti, è chiamato all’impresa contro lo Zenit San Pietroburgo, in una partita che, comunque vada, resterà nell’annalistica granata per sempre.

É difficile trovare le parole giuste per descrivere il momento che tutto il mondo granata sta vivendo, e comincerà a tastare nella realtà dei fatti a partire dalle 21.05 di questa sera: un senso di fremito e di emozione, una sensazione che ha già il gusto di una mezza vittoria, ancora prima di averla ottenuta, quella vera. Ma di quale vittoria stiamo parlando? Del trionfo, della gioia di una squadra tornata alla ribalta internazionale dopo 20 anni di ombre e decadenza tecnica e morale: già di per sé, essere arrivati a questo punto in Europa League, dopo aver battuto una squadra molto più quotata come l’Athletic Bilbao, basterebbe a rendere memorabile la stagione corrente granata.

Non basta, però, questo agli uomini di Ventura e al popolo granata tutto. Non ora, non adesso che l’Europa la stiamo giocando e non più guardando da passivi telespettatori. L’Europa, adesso, ci deve appartenere, deve continuare a stimolare le nostre fantasie e i nostri sogni, perché oggi si può fare la storia, e questo i tifosi e gli 11 giocatori in campo lo sanno bene.

Nel giorno in cui si decide sul fallimento di una delle società protagoniste degli ultimi vent’anni di storia pallonara italiana, una squadra che negli ultimi due decenni ha vissuto grandi sofferenze (anche societarie) può e deve prendersi la propria personale rivincita nei confronti dei detrattori, di chi non ci credeva, o semplicemente di chi non ha mai voluto il bene di questi colori. Nel giorno in cui il Parma potrebbe fallire a causa d’investimenti esagerati a fronte di un capitale societario in deficit, il Toro può dimostrare un’altra volta la sua forza: un’energia che non nasce dai milioni spesi e dagli investimenti miliardari, che non attecchisce su un terreno di falsità ed evasione fiscale, ma che vive di passione e sacrifici, di urla strozzate in gola e brividi sulla pelle.

Ecco, questa sera, i ragazzi di Ventura devono farci rivivere la storia granata in tutta la sua profondità empatica, e quei brividi, questa volta, potrebbero essere di gioia immensa.

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