Toro a caccia di conferme

Toro a caccia di conferme

Nella centrifuga- Toro una settimana vale come un mese vissuto da un’altra squadra. Un turbinio di considerazioni, proclami, passioni, recriminazioni e gioie. Si è passati dalla comprensibilissima delusione per un derby giocato col freno a mano tirato alla rabbia del giorno seguente nel vedere la squadra tristemente ultima in classifica. Il turno infrasettimanale è arrivato propizio per dare punti, un po’…

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Nella centrifuga- Toro una settimana vale come un mese vissuto da un’altra squadra. Un turbinio di considerazioni, proclami, passioni, recriminazioni e gioie. Si è passati dalla comprensibilissima delusione per un derby giocato col freno a mano tirato alla rabbia del giorno seguente nel vedere la squadra tristemente ultima in classifica. Il turno infrasettimanale è arrivato propizio per dare punti, un po’ di serenità all’ambiente e soprattutto 45’ di Toro vero.
Una vittoria che diminuirà senz’altro di valore se non verrà corroborata da ulteriori passi in avanti. A partire dalla sfida odierna contro una Sampdoria che si ritrova, a sorpresa, a lottare per togliersi al più presto dalle secche di una classifica ben diversa da quella mantenuta per gran parte dello scorso campionato.

Un brutto cliente che però non può e non deve spaventare l’undici granata nonostante nei giorni scorsi la sfortuna si sia ancora una volta accanita sulla rosa di De Biasi, andando a colpire il giocatore unanimemente riconosciuto come l’elemento più in forma: Ignazio Abate.
Nel rinnovare gli auguri di pronta guarigione al talentuoso esterno, bisogna al contempo palesare fiducia nei riguardi di chi giocherà al suo posto. Anche perché è nell’emergenza che si misura la reale forza e coesione di un gruppo, che nell’arco di una stagione lunga e logorante dev’essere pronto a superare avversità di questo tipo, restando unito.
Fiducia, la miglior medicina per Alessandro Rosina e Rolando Bianchi. Due calciatori su cui poggiano parecchie aspettative da parte della tifoseria. Il capitano e uomo di maggior talento ed il bomber designato, l’acquisto più caro dell’era Cairo.

Giusto attendersi da giocatori di questo calibro un rendimento soddisfacente e costante, altrettanto giusto pungolarli affinché rendano sempre al massimo. Molto meno utile metterli pesantemente in discussione soprattutto nel corso di una partita, dimenticandosi di ciò che possono dare una volta (particolare non da poco) essi siano nelle migliori condizioni psicofisiche.
Tornando alla gara odierna, sarà un test probante per il 4-4-2, modulo che sembra aver soppiantato in pianta stabile il più spregiudicato 4-3-3, e per De Biasi che secondo quanto ha affermato a più riprese il presidente è sempre ben saldo sulla panchina granata. La difesa dovrà cambiare ancora una volta a causa del forfait di Pratali. Sarà Di Loreto a fare coppia al centro della difesa con Cesare Natali, riproponendo lo stesso assortimento che nello scorso campionato affrontò Cassano, il pericolo numero uno, nella sfida di Marassi che terminò 2-2.

Oggi al fianco dell’imprevedibile barese (che lo scorso 2 marzo segnò una rete e venne espulso con tanto di plateale sceneggiata) ci sarà Bellucci. I due formano un tandem veloce e tecnico, che non dà tanti punti di riferimento alla retroguardia avversaria. Serviranno una tattica accorta ed un centrocampo grintoso e volitivo, poi sarà la volta degli avanti granata procurare grattacapi a Castellazzi. Amoruso, uno degli ex di turno, e Stellone sono chiamati a replicare le pregevoli cose mostrate contro gli orobici.
Sarebbe un grande passo avanti vedere il Toro in campo per tutti e 90 i minuti con il medesimo piglio mostrato nella seconda frazione di mercoledì. Tocca alla squadra crederci e dimostrare coi fatti di aver superato la crisi.

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