Toro, la chiave è controllare il ritmo

Toro, la chiave è controllare il ritmo

Per non sprecare troppe energie bisogna gestire la partita. A Milano sarà importante cominciare subito con il piglio giusto

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Ancora 180′ mancano al Torino per chiudere questa intensa stagione, sicuramente una delle più belle ed emozionanti degli ultimi anni. Quando sarà terminato il campionato saranno 53 le partite giocate dal Toro nel 2014/15: dal 31 luglio al 31 maggio. Un viaggio lunghissimo che certamente ha prosciugato molte delle energie della squadra di Ventura, costretta spesso a fare affidamento sugli stessi uomini, complice una rosa non così ampia come forse sarebbe servito.

POCHE ENERGIE – Nelle sconfitte contro Empoli e Genoa la squadra è apparsa affaticata e senza tante energie da spendere. Diversi fattori hanno inciso su quelle due prestazioni negative: la stanchezza, i primi caldi, la componente psicologica di un rilassamento post-derby e al tempo stesso l’arrabbiatura per il gol valido tolto a Maxi Lopez a Palermo, che avrebbe cambiato non di poco la classifica dei granata. Sembrava un ‘calo di energia’ che avrebbe dovuto accompagnare il Toro fino alla fine della stagione, ma per fortuna contro il Chievo si sono visti segni di risveglio.

RISVEGLIO CON IL CHIEVO – E’ vero che i veronesi hanno disputato una partita sottotono, pensando soprattutto a difendersi e senza mai impensierire troppo la retroguardia granata, ma è vero anche che la squadra di Ventura ha saputo gestire il gioco per tutta la partita senza mai accusare flessioni. Le reti sono arrivate tutte nel secondo tempo e questo è un segnale che la condizione fisica è meno precaria di quanto si potesse temere. A fare la differenza rispetto alle due uscite a vuoto precedenti è stato anche il modo di scendere in campo del Toro: pigro e remissivo contro l’Empoli, anche dopo la papera di Padelli che avrebbe potuto essere invece una scossa emotiva, volitivo e sicuro contro il Chievo, che è stato chiuso sin da subito nella propria area di rigore. Questo atteggiamento ha permesso al Toro di gestire la partita ai propri ritmi, senza mai andare in debito di ossigeno ed evitando di correre pericoli.

GESTIRE IL PALLONE – Sarà questa la chiave per evitare di patire anche contro il Milan: gestire il pallone, stando attenti alle ripartenze. Se infatti il contropiede veloce è stato spesso una delle armi dei granata, questa è anche una delle (poche) qualità del Milan di quest’anno. Vero che manca Menez, il velocista per eccellenza, ma se dovesse giocare dal primo minuto El Shaarawy anche lui potrebbe portare qualche difficoltà alla difesa guidata da capitan Glik. Se il Torino saprà far scorrere la partita al proprio ritmo la gestione delle energie non sarà un problema e anche la vittoria sarà più facile da raggiungere.

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