Toro, a Udine 3-4-3 o 3-5-2?

Toro, a Udine 3-4-3 o 3-5-2?

Dubbi di formazione con l’Udinese? Ecco quali potrebbero essere le soluzioni da adottare


In vista della partita di domenica al Friuli il tecnico Ventura valuterà durante la seduta tattica di oggi pomeriggio quale sarà il modulo migliore col quale plasmare la propria formazione. Data la…

di Stefano Rosso

Dubbi di formazione con l’Udinese? Ecco quali potrebbero essere le soluzioni da adottare


In vista della partita di domenica al Friuli il tecnico Ventura valuterà durante la seduta tattica di oggi pomeriggio quale sarà il modulo migliore col quale plasmare la propria formazione. Data la buona prestazione della settimana scorsa del reparto difensivo, con Darmian arretrato sulla linea a 3, non è da escludere che i dubbi maggiori riguardino soprattutto la zona mediana del campo e la configurazione dell’attacco. Approfittando delle assenze pesanti che potrebbero ancora una volta condizionare l’Udinese di Guidolin – su tutti, Antonio Di Natale, che il tecnico spera di recuperare in extremis – Ventura potrebbe contrastare il 3-4-2-1 bianconero (con Pereyra e Bruno Fernandes trequartisti) affidandosi ai tre corazzieri nella retroguardia per arginare la scarsa fisicità di Nico Lopez (principale indiziato a sostiuire il capitano friulano) per poi sfruttare la superiorità numerica in fase offensiva per mettere in difficoltà la squadra di casa.

TRE PUNTE, MAGGIORI SPAZI IN AVANTI – Analizzando nel dettaglio le soluzioni possibili, il tecnico Ventura potrebbe approfittare della linea difensiva a 3 dell’Udinese per giocare la carta della superiorità numerica sulle corsie laterali. L’assenza di Domizzi per squalifica nel reparto arretrato potrebbe costringere Guidolin a ripiegare su Naldo, un giocatore decisamente meno esperto dell’ex Napoli, e nell’uno contro uno Alesso Cerci ne trarrebbe molti vantaggi. Schierare tre attaccanti porterebbe però anche altri vantaggi: impegnando l’intera retroguardia avversaria, la pressione offensiva portata da D’Ambrosio e Pasquale sulle fasce costringerebbe gli esterni di Guidolin ad abbassarsi per dare una mano dietro, riducendo di molto l’apporto offensivo che sono soliti dare alla manovra offensiva dell’Udinese. In questo modo la formazione bianconera si troverebbe in difficoltà anche negli eventuali raddoppi di marcatura, chiamando i centrali di centrocampo a vigilare sulle sgroppate offensive degli attaccanti granata. Tutte situazioni che faciliterebbero di fatto il compito alla mediana granata. Nonostante la parità numerica in mezzo al campo, infatti, il Torino avrebbe maggiore libertà di manovra e potrebbe sfruttare i benefici del giropalla voluto da Ventura. Tutto questo discorso è però strettamente legato alle condizioni di Omar El Kaddouri: in questo momento il centrocampista marocchino è l’unico giocatore in grado di garantire un’adeguata copertura, anche in fase di non possesso, sul fronte mancino dell’attacco e dunque per optare per questa soluzione è necessario che Ventura recuperi l’ex Napoli, le cui condizioni verranno verosimilmente valutate proprio nella giornata di oggi.

SUPERIORITA’ IN MEZZO AL CAMPO, MENO INCISIVITA’ – L’altra soluzione a disposizione del tecnico Ventura consiste nel classico 3-5-2 col quale ha disegnato questo Toro dall’inizio della stagione. Sebbene si tratti di una soluzione di continuità rispetto alle partite precedenti e permetta ai granata di schierare un uomo in più nella zona nevralgica del campo, questa configurazione tattica allevierebbe di molto la pressione granata sulle corsie laterali del campo, permettendo una maggiore libertà di manovra agli esterni friulani. Senza impegnare per intero gli uomini della retroguardia di Guidolin, il centrocampo bianconero verrebbe sgravato da buona parte dei compiti di copertura – limitandosi ad aiutare in fase di raddoppio – ma soprattutto Basta e Gabriel Silva avrebbero più spazi per attaccare, costringendo Pasquale e D’Ambrosio a ripiegare in difesa per evitare all’Udinese di presentarsi dalla parti di Padelli in superiorità numerica. Situazione che, di fatto, vanificherebbe l’apporto degli esterni granata all’attacco. Una prospettiva che il Torino potrebbe provare a spezzare con gli inserimenti degli interni di centrocampo (Farnerud su tutti) per scombinare l’organizzazione difensiva della squadra di casa, ma incontrerebbe non poche difficoltà in fase di non possesso, con gli stessi chiamati a ripiegare dietro per dare una mano.

Un bel cruccio che il tecnico Ventura affronterà, assieme al proprio staff, tra la seduta di oggi pomeriggio e quella di sabato quando, durante la rifinitura scioglierà gli ultimissimi dubbi di formazione legati alla condizione dei propri uomini.

 

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