Toro, contro il Palermo cambio di prospettiva: dovrai fare la partita

Toro, contro il Palermo cambio di prospettiva: dovrai fare la partita

L’analisi / A differenza delle ultime due vittorie della stagione, contro Roma e Fiorentina, al Barbera saranno i granata a dover imporre il proprio gioco

Al termine di due, interminabili settimane, torna finalmente in campo il Torino di Mihajlovic, interrotto proprio su più bello dalla sosta per le Nazionali, dopo aver ottenuto vittorie pesantissime per la classifica e il morale contro Roma e Fiorentina. Ora, all’orizzonte di Vives e compagni, c’è il Palermo. Sulla carta una sfida non probante come le due citate precedentemente, ma che potrebbe nascondere qualche insidia in più del dovuto: in primis, la necessità da parte dei granata di fare la partita.

Nei successi esaltanti contro capitolini e viola, infatti, non può non saltare all’occhio che i granata hanno lasciato agli avversari l’onere e l’onore di costruire il gioco, di dettare le trame dell’incontro. I granata si sono rivelati micidiali nel colpire i loro punti deboli di reazione, aspettando cioè di poter cogliere il momento giusto per affondare. Non che questo significhi catenaccio, anzi: i granata hanno affrontato gli avversari a viso aperto, evitando però di caricarsi della responsabilità di indirizzare la partita.

FC Torino v AS Roma - Serie A

Contro il Palermo, però, le cose cambieranno notevolmente, perché il maggior tasso tecnico dei granata imporrà che siano gli uomini di Mihajlovic a essere protagonisti proattivamente, e non solo più di reazione: un cambio di prospettiva da non sottovalutare, perché quando si sono verificate situazioni simili in questo campionato il Torino ha faticato, come accaduto contro Atalanta ed Empoli – e anche Pescara, nella fase in cui i granata hanno giocato in parità numerica. Dimostrare di riuscire ad essere efficaci anche quando bisognerà scardinare una difesa con dieci uomini dietro la linea della palla potrà diventare una vera prova della crescita che il gruppo sta portando avanti. Per non uscire dal Barbera di Palermo con qualche punto di meno e qualche rimpianto di troppo.

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