Toro, contro l’Inter l’ennesima occasione per battere una grande

Toro, contro l’Inter l’ennesima occasione per battere una grande

Se decenni fa l’obiettivo di tante squadre era battere il Torino, forte, fortissimo, inarrestabile ed espugnare il Comunale, ahinoi la storia è cambiata. La storia è cambiata perchè sono cambiati i tempi, il calcio in sè non è più lo stesso, sono cambiati i giocatori e le disponibilità economiche…
Se decenni fa l’obiettivo di tante squadre era battere il Torino, forte, fortissimo, inarrestabile ed espugnare il Comunale, ahinoi la storia è cambiata. La storia è cambiata perchè sono cambiati i tempi, il calcio in sè non è più lo stesso, sono cambiati i giocatori e le disponibilità economiche si sono sensibilmente ridotte. O meglio, sono state redistribuite. Come, si può facilmente immaginare. Ai posteri l’ardua sentenza, avrebbe detto Manzoni…

La realtà del Torino è questa, quella attuale, ma non bisogna arrendersi nella speranza che le cose, prima o poi, torneranno ad essere (più o meno) le stessi di qualche anno fa. Quando era il Toro a battere le grandi squadre e non il Toro a farsi schiacciare come una formica come troppe volte è successo negli ultimi anni. Aldilà delle cose materiali (Filadelfia mica?), quello che potrebbe fare bene a questa squadra è battere una “grande” del nostro campionato. L’anno scorso, in realtà, il Toro riuscì a battere la Lazio, 1-0, con un gol fortunoso. Una società così gloriosa, con una storia ultracentenaria che pochi possono vantare, che ha vinto 7 scudetti, 5 volte la Coppa Italia e ha alzato la sedia nel cielo di Amsterdam non può accontentarsi di vincere in questo modo o di farlo una volta ogni 5 anni. La ricetta per tornare a essere quelli di un tempo è semplice: ricominciare a dettar legge contro le grandi del nostro tempo. E per grandi intendiamo le società dal punto di vista finanziario, manageriale e mediatico più forti ed influenti: Juventus, Milan ed Inter. C’è riuscito il Verona contro il Milan o il Siena contro l’Inter… Cosa avrà mai il Torino in meno rispetto a queste due squadre? Storia? Tifosi? Giocatori? Non penso proprio.

Tornando alla passata stagione, quel 2-2 di San Siro contro i nerazzurri fa ancora tanta rabbia, per come i ragazzi di Ventura riuscirono a imbrigliare l’Inter di Stramaccioni e poi per come il risultato venne gettato, per l’ennessima volta, all’aria. Così come la prestazione contro il Milan di inizio stagione, o il recente derby che il Toro non meritava di perdere. Se non per meriti propri, almeno per la pochetta dimostrata dalla Juventus. Tutto questo per esprimere un concetto elementare: le classifiche si fanno con i gol e i risultati, non con le prestazioni. Che poi  una sia la conseguenza dell’altra, è un discorso a parte. Battere la Lazio è un conto – e non ce ne vogliano i tifosi biancocelesti – ma battere l’Inter sarebbe tutt’altra musica. E’ palese che la squadra non si avvicina alla sfida nelle migliori condizioni. La difesa è ridotta all’osso, il centrocampo boccheggia anche se Gazzi è pronto a rientrare e l’attacco va centellinato, dove però Ventura potrà contare sul preziosissimo ritorno di Barreto. Cerci, però, è in grande forme e nemmeno lui sa quanto vale e quanto può essere devastante. Domenica è l’ennesima occasione per fare il salto di qualità. Chi ben comincia… Ha solo cominciato.

Federico Lanza

(foto Dreosti)

 
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