Toro, dietro a Cerci pochi altri

Toro, dietro a Cerci pochi altri

Sei giornate di campionato e i nomi a sporcare i tabellini granata alla voce marcatori sono appena tre: Cerci, D’Ambrosio e Brighi. Oltre al pokerissimo già calato dall’asso di Valmontone, solo il terzino goleador e il centrocampista riminese hanno messo la loro firma in queste…
Sei giornate di campionato e i nomi a sporcare i tabellini granata alla voce marcatori sono appena tre: Cerci, D’Ambrosio e Brighi. Oltre al pokerissimo già calato dall’asso di Valmontone, solo il terzino goleador e il centrocampista riminese hanno messo la loro firma in queste prime giornate. Manca un apporto sostanzioso dai compagni d’attacco di Cerci, così come dagli altri centrocampisti.
 
ATTACCO LATITANTE – Con Barreto ancora costretto ai margini dalla squalifica, ci si sarebbe aspettato qualcosa di più in fase realizzativa in particolare da Ciro Immobile. L’ex Genoa e Pescara per adesso ha fatto vedere tanta buona volontà, molto movimento e poco altro. Soprattutto poche azioni veramente pericolose. Già qualcosa per farsi apprezzare dai tifosi, che riconoscono in lui quella grinta che tanto piace al popolo granata. Ma prima che scocchi la vera scintilla, l’attaccante campano dovrà marchiare il suo nome sul tabellino dei marcatori, sennò quello con la piazza rimarrà un amore platonico.
 
GOL COME OSSIGENO – E i suoi gol non serviranno solo a cementare il rapporto con la gente, ma soprattutto a dare quell’ossigeno che per adesso manca alla truppa di Ventura, già più di una volta rimontato in questo inizio di stagione. Con qualche golletto in più, sarebbero state magari delle rimonte sfumate per gli avversari e la classifica granata potrebbe già avere tutto un altro aspetto. Invece neanche Meggiorini e il poco utilizzato Larrondo hanno contribuito alla causa del gol, lasciando praticamente nei soli piedi di Cerci le speranze di realizzazione.
 
MANOVRA CORALE – Se è vero che a mancare maggiormente è l’incisività degli attaccanti, altrettanto importantesarà l’apporto in fase realizzativa di tutti gli altri, a partire dai centrocampisti. Nell’idea tattica di questa stagione, dovrebbero essere determinanti gli inserimenti di chi lavora in mediana: meccanismo evidentemente ancora da oliare, come molti altri di questa rivoluzione tattica. Per adesso il solo Brighi ha visto premiato un inserimento con il gol contro il Sassuolo. Poi c’è D’Ambrosio, che dimostra ogni partita che passa la sua unicità: già due gol da laterale che deve fare tutta la fascia, mica roba da ridere. Se gli altri prenderanno esempio da lui, allora sì che il Toro potrà puntare davvero a qualcosa in più di una striminzita salvezza.
 
Emanuele Olivetti
 
(foto Dreosti)
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