Toro, occhio a Martusciello: l’eterno “secondo”, con l’Empoli nel cuore

Toro, occhio a Martusciello: l’eterno “secondo”, con l’Empoli nel cuore

Verso Torino-Empoli / Storia “romantica” quella dell’attuale allenatore dei toscani, legata a doppio filo ai colori empolesi

EMPOLI, ITALY - SEPTEMBER 12: Giovanni Martusciello manager of Empoli FC gestures during the Serie A match between Empoli FC and FC Crotone at Stadio Carlo Castellani on September 12, 2016 in Empoli, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Giovanni Martusciello è l’uomo che guiderà l’Empoli nella sfida dell’Olimpico Grande Torino contro i granata di Sinisa Mihajlovic. Quest’estate, quando – dopo il passaggio di Giampaolo alla Samp – il Presidente Corsi scelse proprio il vice prima di Sarri e poi dello stesso Giampaolo per la panchina empolese, molti si chiesero chi fosse, quell’allenatore quasi mai sentito, cresciuto all’ombra di altri mister, sempre come tecnico in “seconda”.

La storia di Martusciello è quantomeno romantica, legata a doppio filo ai colori empoli. Da calciatore (ruolo centrocampista), dopo gli esordi in Serie C2 con l’Ischia Isola Verde, raggiunge la consacrazione ad Empoli sotto la guida di Spalletti, con il quale – a partire dal 1995 – si redne protagonista della meravigliosa scalata dei toscani dalla Serie C alla Serie A. Nel ’99 lascia la Toscana per un peregrinare tra Palermo, Genoa, Catania Cittadella, sino a squadre meno blasonate, chiudendo la carriera da giocatore al Pontedera. Una volta appese le scarpe al chiodo, però, sente il richiamo di quella che è sempre stata la sua vera casa, Empoli, e quil da 2006 fa tutta la trafila come allenatore delle giovanili, fino a diventare vice-allenatore della prima squadra prima sotto la guida tecnica di Aglietti, poi di Sarri – con il quale il feeling è stato incredibile, ed infine di Giampaolo.

Il 26 maggio del 2016 viene ufficializzato come nuovo allenatore dell’Empoli, e dunque Martusciello si presenta alla Serie A 2016/17 come “esordiente” assoluto nel ruolo di tecnico di prima squadra. La scelta è ricaduta su di lui per la continuità tattica: Martusciello, come Sarri e Giampaolo, predilige il gioco palla a terra e i moduli 4-3-1-2 e 4-3-3, affidando ad un trequartista (Saponara) e ad un regista con i piedi buoni (quest’anno personificato in José Mauri) le chiavi del suo gioco. All’Olimpico, “il figlio di Empoli” alla prima occasione tra i grandi, cercherà d’imporre il suo gioco contro un Torino chiamato al riscatto dopo la deludente prova di Bergamo.

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