Toro, gioca da “maschio”: in questa Serie A chi si ferma è perduto

Toro, gioca da “maschio”: in questa Serie A chi si ferma è perduto

Mihajlovic vuole una squadra grintosa per evitare scivoloni: la classifica è corta, 7 punti dal quinto al quindicesimo posto, serve stabilità. Il fattore campo chiamato a fare ancora la differenza, anche per mantenere l’imbattibilità interna

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“Voglio una squadra maschia” aveva dichiarato Mihajlovic in presentazione della sfida contro l’Udinese “tanto in casa quanto in trasferta” utilizzando così questa metafora per esprimere il proprio desiderio di rivedere se stesso nello spirito della propria truppa: una formazione votata all’attacco ed al pressing offensivo, che non lasci all’avversario il tempo di organizzare le azioni e gestire la sfera intervenendo – nei limiti del regolamento – con aggressività. Una squadra insomma che confermasse di possedere la propria ben definita mentalità.

Parole non vane, considerando la posizione di classifica attualmente occupata dai granata ed il tabellone della Serie A più in generale: si tratta di un campionato particolarmente equilibrato, e nonostante qualsiasi esito sembri essere costantemente aperto ad ogni risultato a risentirne in termini di certezze – non certo di spettacolo – è proprio la classifica che è veramente corta. Sono addirittura solamente sette i punti che intercorrono tra la quinta posizione, occupata dal Napoli a quota 20, ed il quindicesimo posto spartito da Sassuolo e Bologna con i rispettivi 13 punti. Il Toro, settimo a 16, si trova quindi a galleggiare proprio al centro di questa zona sensibile. In tali condizioni è chiaro come ogni giornata di campionato possa rivelarsi decisiva e sovvertire completamente l’ordine e le gerarchie influendo notevolmente anche sotto l’aspetto psicologico.

Bastano anche solo un paio di risultati sbagliati e negativi per precipitare sin quasi nella zona caldissima, con tutte le complicazioni che ne possono conseguire anche in termini di tranquillità e fiducia; allo stesso modo con poche vittorie consecutive, è possibile davvero scalare la classifica in maniera consistente. Considerando anche le sfide in programma in questo fine settimana che possono rivelarsi utili per la posizione del Torino – in particolare il big match tra Napoli e Lazio e l’Atalanta impegnata sull’ostico terreno del Sassuolo – la battaglia conto il Cagliari si preannuncia come una vera e propria occasione da sfruttare per cogliere la palla al balzo: la classifica è cortissima e costantemente aperta ad ogni capovolgimento, vincere contro i sardi permetterebbe di ritrovare continuità e solidità e guadagnare punti preziosi anche sulle formazioni che precedono.

FC Torino v AS Roma - Serie A

Di fronte al pubblico granata, Benassi e compagni giocano quindi per tornare al successo e chiudere in risalita il filotto di partite precedenti la pausa Nazionale, con tre punti che sarebbero importanti anche dal punto di vista del morale. Piazza, dunque, chiamata ancora una volta a fare la differenza come accaduto sinora in questa stagione: il Torino affronta il Cagliari anche per mantenere l’imbattibilità stagionale tra le mura amiche, vietato sbagliare in questo senso.

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  1. osvaldo - 1 mese fa

    Bravissimo Sinisa ma, se si punta veramente ad un piazzameto EL deve darsi una regolata e imparare ad addormentare e gestire le partite quando siamo in vantaggio. Non potrà mai essere possibile correre a 100 all’ora per 95-100 minuti e per un intero campionato!
    Deve saper leggere la partita,specialmnete quando l’avversario esegue dei cambi moduli e, non limitarsi a rispondere alla stessa maniera (vedi udinese,entra una 4.a punta e noi cambiamo Bojè – che fino al momento comunque non aveva fatto una gran partita- per una punta!). Lo stesso Mija ha dichiarato dopo la partita che l’ingresso della 4.a punta dell’udinese ci ha messo in difficoltà, così come ha dichiarato dopo l’ingresso di Babacar con la Fiorentina!
    Per andare in EL servono bel gioco e punti e, per fare punti, bisogna saper controbattere le mosse dell’avversario mettendo in campo giocatori che possano contrastare il gioco dei nuovi entrati, se invece il fine è quello di far “divertire” per vedere chi farà più… gol,penso che con la nostra difesa,ci divertiremo bene poco.
    Sono certo che con un buon centrale forte di fisico e veloce (da prendere al più presto prima che le distanze dalle 1.e posizioni si dilatano) e, con alcuni accorgimenti tattici durante la partita, specialmente quando si è in vantaggio,possiamo veramente ambire ALLE PRIME 6 POSIZIONI.
    Osvaldo

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