Toro, hai dei motivi per guardare al futuro con fiducia

Toro, hai dei motivi per guardare al futuro con fiducia

Editoriale / La squadra ha reagito dopo il passo falso di Milano, propone sempre calcio e si rifiuta di perdere. E non si potrà continuare a subire gol su ogni cross ancora a lungo…

La partita in casa dell’Udinese si conclude con un pari giusto – il Torino avrebbe potuto vincere ma anche perdere, se Zapata non avesse messo fuori un destro nel recupero – che impedisce di spiccare il volo ai granata, ma fa comunque bene, perchè dà modo a Mihajlovic di trarre degli spunti positivi per guardare al futuro con fiducia. In primis, la squadra ha reagito dopo la grave dèbacle di San Siro: una di quelle partite totalmente sbagliate che rischiano di avere strascichi negativi, specie se l’appuntamento successivo è a distanza di pochi giorni, ancora in trasferta e sul campo di una squadra in ascesa. Invece i granata sono scesi in campo per fare la partita. Buono il primo tempo, chiuso in vantaggio di un gol – Benassi, che bravo: ormai è una pedina insostituibile – e che avrebbe potuto vedere i granata sopra di due reti, se Belotti non fosse caduto in uno dei suoi rari errori sottoporta.

Altro spunto positivo: la reazione dopo essere passati in svantaggio. Come contro la Lazio, la squadra ha rifiutato di subire la rimonta e ha trovato il pari, con una giocata sì di un singolo, ma frutto di un buon atteggiamento corale. Già, perchè la squadra di Mihajlovic ha il pregio di cercare sempre di proporre calcio, e la consapevolezza di farlo sapendo che poi ci sono i singoli in grado di concretizzare il lavoro di tutti. Come Adem Ljajic: su di lui apriamo una piccola parentesi. Quattro reti in quelle che sono state di fatto le prime quattro partite della stagione, per un giocatore che ha un’occasione irripetibile di dare una forma definitiva ad un talento da cavallo di razza, in una squadra in cui può affermarsi leader indiscusso e indiscutibile e con un allenatore che sa come prenderlo. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Certo, non si può nascondere il lato negativo: il bubbone delle palle inattive è ormai certificato e il problema sussiste, è chiaro a tutti. Ogni volta che in area granata spiove un pallone dalle fasce, Mihajlovic teme il peggio. Ma non potrà continuare così in eterno, ne siamo certi: il tallone d’Achille è troppo evidente e, se è vero che il primo passo per risolvere un problema è acquisirne la consapevolezza, al Torino ora sanno tutti che occorre mettere una pezza in tal senso. Sono errori in marcatura troppo banali perchè possano continuare a lungo e presto arriveranno le soluzioni: dal duro lavoro (Mihajlovic caustico: “Ora li faccio lavorare finchè le teste non diventano tamburi”) al rientro di Castan, per poi pensare già in prospettiva-gennaio, quando dal mercato sarà lecito aspettarsi un innesto nel pacchetto arretrato.

Lavorare nei settori in cui bisogna migliorare, che sono noti a tutti, e pensare a coltivare quanto di buono c’è già, che non è così poco. Certo, ora per il Torino occorre vincere contro il Cagliari, sabato prossimo nell’ultimo impegno prima della sosta, onde evitare di perdere contatto con le prime sei posizioni. Ma per Mihajlovic, la strada è tracciata.

4 commenti

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  1. Jerry - 1 mese fa

    ieri sera, il Toro, mi è piaciuto parecchio, con i suoi pregi e i suoi difetti……

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  2. FVCG'59 - 1 mese fa

    Il problema è il centrale: vero, ma credete che chi ha un centrale forte in quel ruolo c’è lo vende? Poveri illusi…
    Io sono invece sicuro che abbiamo già in casa quello che cerchiamo altrove: si tratta solo di lavorarci sopra, con tanta umiltà e abnegazione. La consapevolezza di essere bravi e forti là si acquisisce solo con il duro lavoro e i risultati.

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    1. ddavide69 - 1 mese fa

      Basta tirare fuori i soldi, come ha fatto il napoli per merdimovic

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      1. Jalo - 1 mese fa

        Il Napoli ha subito 3 soli goal meno di noi. Non mi sembra che i soldi spesi per Maksimovic abbiano dato grandi risultati. L’importante, come dice FVCG’59, è fare in modo che i nostri difensori lavorino uniti

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