Toro, hai visto Sansone?

Toro, hai visto Sansone?

Sorride la Samp per la convincente vittoria per 3-1 sulla Roma e per la sfilza di pareggi delle pretendenti alla salvezza. Ma sorride soprattutto Gianluca Sansone. Entrato in avvio di ripresa al posto di un opaco Soriano, l’ex granata ha letteralmente spaccato in due la partita. Un gol e due assist, per un esordio da sogno.

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Sorride la Samp per la convincente vittoria per 3-1 sulla Roma e per la sfilza di pareggi delle pretendenti alla salvezza. Ma sorride soprattutto Gianluca Sansone. Entrato in avvio di ripresa al posto di un opaco Soriano, l’ex granata ha letteralmente spaccato in due la partita. Un gol e due assist, per un esordio da sogno.

 

LA SCOMESSA – Giunto a Torino in estate, Sansone rappresentava la scommessa più intrigante del nuovo Toro di Ventura. Al fianco di Bianchi, si diceva, avrebbe portato quella tecnica e imprevedibilità che insieme alla forza fisica e al gioco aereo del capitano avrebbero completato l’attacco granata. L’avvio di stagione è come da copione: un utilizzo moderato, motivato dalla necessità di assimilare al meglio i dettami tattici di Giampiero Ventura. Ma quando chiamato in causa, Sansone mostra qualità. I guizzi e gli spunti non gli mancano, la platea apprezza e vorrebbe vederlo in campo con regolarità.

 

L’ILLUSIONE – Una crescita suggellata dalla prima rete in granata, arrivata al fotofinish al San Paolo. Si pensa alla svolta, alle gerarchie ribaltate. Ma non è così. Solo i tifosi sembrano apprezzarne le qualità. Il 4-2-4 di Ventura prevede un grande sacrificio degli attaccanti, chiamati a supportare il centrocampo spesso in inferiorità numerica. Ventura dunque, a parte sporadiche eccezioni, continua a preferirgli Meggiorini e Sgrigna.

 

UN ADDIO AMARO – La società fa capire fin da subito di voler cambiare molto in attacco e, dopo la cessione di Sgrigna, è il turno di Sansone. La Samp ne acquista l’intera metà del cartellino (l’altra è ancora del Sassuolo). Motivo, questo, di ulteriore disappunto per il popolo granata che avrebbe forse preferito un prestito per poi rivederlo in granata la prossima estate. Bocciatura senza appello, dunque. L’addio infiamma il dibattito tra il popolo granata. C’è chi avrebbe continuato a scommeterci, chi invece riconosce le qualità tecniche ma la sua poca idoneità al modulo di Ventura, altri ancora appoggiano la scelta societaria. Il suo sostituto naturale, il brasiliano Barreto, comincia nel migliore dei modi ma le sue ultime prestazioni calano di rendimento. Sotto la sufficienza quella di ieri che, ironia della sorte, coincide con l’exploit di Sansone alla prima in maglia blucerchiata.

 

LA RINASCITA – Delio Rossi lo getta nella mischia dopo l’intervallo e fin da subito si capisce che è la sua giornata. Dopo 10 minuti serve una palla d’oro a Estigarribia che insacca. Ne passano altri 15 e su una punizione da oltre 20 metri ci va lui: sinistro tagliato e potente sul secondo palo, prodezza che (con la complicità di Stekelenburg) spella le mani al pubblico di Marassi. Ma non è finità. E’ suo il corner che Icardi mette dentro per il 3-1 definitivo sulla Roma. Una prestazione all’esordio che sa di liberazione per Gianluca Sansone che finalmente sente la fiducia dell’ambiente che lo circonda. Fiducia mai accordata in pieno a Torino. ”Meglio di così non potevo iniziare”, ha detto nel post-partita. Chissà cosa avranno pensato Ventura e Cairo ieri sera. 

 

Lorenzo Bodrero

(foto Dreosti)

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