Toro, i propositi per il girone di ritorno: rapidità e qualità nel palleggio in funzione delle punte

Toro, i propositi per il girone di ritorno: rapidità e qualità nel palleggio in funzione delle punte

Approfondimento / La manovra dei granata appare troppo spesso lenta e prevedibile. Migliorare le prestazioni è possibile, ecco un’analisi sulle possibili soluzioni

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Il Toro visto in questo primo scorcio di stagione ha alternato buone prove a prestazioni decisamente deludenti. La discontinuità di rendimento della compagine granata è sicuramente sotto gli occhi di tutti ed è una tematica che vale la pena di analizzare in maniera più approfondita.

MIGLIORARE E’ POSSIBILE? – Terminato il girone d’andata, infatti, è possibile notare come, sebbene gli uomini di Ventura abbiano dimostrato di possedere il potenziale per mettere in difficoltà qualunque avversario (si pensi allo sciagurato Derby con la Juventus), i granata si siano troppo spesso resi protagonisti delle stesse ingenuità che hanno caratterizzato le loro precedenti annate nella Massima Serie. A tal proposito, è facilmente intuibile come ci stiamo riferendo alla difficoltà della squadra nel proporre una manovra rapida ed imprevedibile, nell’ essere cinica sotto porta e nel gestire al meglio il risultato nei minuti finali. A questo punto, però, giungiamo ad una domanda inevitabile: i granata possono fare tesoro dei propri errori? Difficile dare una risposta precisa quando mancano ancora 10 giorni alla chiusura della finestra invernale del calciomercato, ma è parimenti possibile sviluppare un’analisi sulla base dei giocatori che Ventura ha a disposizione in questo momento e delle gare finora disputate.

DIFESA OK, MA IN MEZZO AL CAMPO… – Il punto forte della squadra, si sa, è la difesa (e lo dimostrano i soli 21 gol al passivo): con interpreti del calibro di Glik, Moretti, Makismovic, Bovo e Jansson, la retroguardia granata è sicuramente una delle più solide del nostro campionato. Per quanto concerne il centrocampo, è praticamente impossibile rivolger delle critiche a Darmian e Bruno Peres, gli esterni titolari. Discorso decisamente diverso, invece, se ci soffermiamo ad analizzare il rendimento di elementi quali Vives, El Kaddouri e Benassi e gli automatismi dell’intero reparto. Con un giro palla spesso e volentieri lento, prevedibile e macchinoso, gli interni della mediana granata hanno, infatti, più volte dimostrato di non poter garantire qualità nel palleggio, assist per i terminali offensivi, conclusioni dalla distanza e inserimenti in area di rigore. In tal senso, la recente marcatura di Benassi contro il Cesena fa ben sperare, ma è ugualmente sorprendente (e preoccupante) constatare come, oltre al classe ’94, Farnerud sia stato l’unico centrocampista centrale ad aver timbrato il cartellino su azione nell’attuale stagione. In termini pratici, tale lacuna può essere colmata sia con il tentativo da parte della squadra di giocare più spesso palla a terra, sia con la profusione di una maggior mole di movimenti senza palla delle mezz’ali. Un giocatore come Kurtic, abile con i piedi e nelle conclusioni dalla distanza, risulterebbe sicuramente molto utile alla causa granata, ma è, in ultima analisi, di un elemento che sappia dettare i tempi, di un regista che sappia alzare o abbassare il ritmo a seconda della situazione contingente, che il Toro ha urgentemente bisogno.

UN ATTACCO DA SUPPORTARE – Passando, infine, all’attacco, il vero tallone d’Achille della compagine piemontese, l’approdo di Maxi Lopez lascia ben sperare, ma è lecito attendersi un ulteriore rinforzo. Le difficoltà finora incontrate dal suddetto reparto sono probabilmente attribuibili sia ai singoli giocatori da cui è composto, sia all’incapacità della mediana di mettere questi ultimi nelle condizioni di segnare: l’età di Quagliarella non è più quella dei tempi migliori, Martinez ha avuto bisogno di tempo per adattarsi alle caratteristiche del nostro calcio, mentre Larrondo e Barreto non si sono dimostrati all’altezza, verissimo, ma è al contempo possibile imputare molte responsabilità a chi, in mezzo al campo, non ha saputo valorizzarli al meglio. In ogni caso, la sensazione è che, al di là di una questione meramente tecnico-tattica, la formazione di Ventura abbia bisogno di crescere anche sotto il profilo delle risorse mentali e dell’esperienza (lo dimostrano i punti persi contro Inter, Juventus, Milan e la recente partita di Cesena, sfida in cui il rischio di vanificare il doppio vantaggio iniziale con due ingenuità è stato alto).

Insomma, è evidente che abbiam preso in esame aree in cui si può migliorare attraverso una campagna acquisti oculata e un’analisi approfondita delle prestazioni finora offerte. Come segnalato poc’anzi, però, ciò che induce a credere che il Toro abbia le potenzialità per maturare è proprio questa sua tendenza a tirar fuori il meglio di sé nei momenti più improbabili. Non ci resta che attendere la risposta sul campo contro l’Inter, partita in cui conteranno, e non poco, concentrazione, fiducia nei propri mezzi e qualità del gioco proposto.

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