Toro, il Farnerud che non ti aspetti

Toro, il Farnerud che non ti aspetti

Arrivato a Torino tra l’entusiasmo dei tifosi e con alle spalle una buona carriera a livello internazionale con le maglie di Strasburgo, Stoccarda e soprattutto Young Boys Berna (gol in Europa League contro l’Udinese), nelle prime uscite del precampionato estivo il centrocampista svedese del Torino Alex Farnerud non ha convinto…
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Arrivato a Torino tra l’entusiasmo dei tifosi e con alle spalle una buona carriera a livello internazionale con le maglie di Strasburgo, Stoccarda e soprattutto Young Boys Berna (gol in Europa League contro l’Udinese), nelle prime uscite del precampionato estivo il centrocampista svedese del Torino Alex Farnerud non ha convinto in pieno.
 
DELUDENTE IN ESTATE – Troppo lento, macchinoso e impacciato nell’amichevole di Novara e persino nei test disputati contro squadre di dilettanti, Farnerud sembrava essere l’ennesimo colpo sbagliato.
Il suo passo non sembrava adatto al campionato italiano e Ventura gli preferiva sistematicamente altri elementi in grado di garantirgli maggiore affidabilità e sicurezza.
 
LA CRESCITA – Il biondo mediano classe 1984 però non si è arreso, continuando ad allenarsi con impegno e guadagnandosi scampoli di partita importanti, come quello nel derby e contro il Verona.
La sua condizione ha cominciato lentamente a migliorare fino a convincere il Mister a lanciarlo dall’inizio nel match contro l’Inter.
 
LA FIDUCIA RIPAGATA – Farnerud ha subito ripagato la sua fiducia sfoderando una grande prestazione: lancio per l’azione del palo di Cerci e per quella del rigore conquistato dall’ex romanista, prima di segnare un gol pesantissimo con un bel diagonale all’angolino di sinistro.
Nella ripresa Alex è calato, complici anche la stanchezza e un problema all’adduttore (le sue condizioni saranno da verificare nei prossimi giorni), ma in campo ha dato tutto e ha dimostrato di essere un’alternativa più che valida per il centrocampo granata.

Un reparto sempre più ricco e in grado di dare notevoli grattacapi a Ventura con il rientro di Gazzi e l’ottimo stato di forma di Bellomo. Forse su Farnerud  è stato dato un giudizio troppo affrettato.

 
Roberto Maccario
(foto Dreosti)
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