Toro, il momento di Ogbonna e Steva

Toro, il momento di Ogbonna e Steva

Guardando il Toro ad inizio stagione in pochi tra i sostenitori granata immaginavano a questo punto dell’anno una classifica così rosea, con soli 9 punti al traguardo, e un gioco così brillante.
Ma le note liete non finiscono qui, se si considera…
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Guardando il Toro ad inizio stagione in pochi tra i sostenitori granata immaginavano a questo punto dell’anno una classifica così rosea, con soli 9 punti al traguardo, e un gioco così brillante.
Ma le note liete non finiscono qui, se si considera che non tutti i granata, per un motivo o per l’altro, hanno espresso il loro massimo potenziale.
Due su tutti i nomi da citare a riguardo: Angelo Ogbonna e Alen Stevanovic.
Il primo, dopo una stagione strepitosa che gli ha fatto guadagnare la Nazionale ed un inizio piuttosto promettente anche in serie A, ha subito un grave infortunio che lo ha costretto ad un’operazione all’ernia e ad un conseguente lungo stop.
Il suo sostituto, Rodriguez, non lo ha fatto rimpiangere e, anzi, senza il suo gioiello il Torino ha fatto addirittura meglio in quanto a numeri.
Contro l’Atalanta però Ogbonna è tornato al centro della difesa e lo ha fatto con una prova egregia. Inutile negare che, nonostante le ottime prestazioni dell’uruguayano, l’angelo azzurro può dare qualcosa in più ai granata là dietro: lo può fare per qualità tecniche, mezzi fisici, personalità e intelligenza. Una delle sue doti maggiori è quella di dare grande sicurezza e tranquillità a tutto il reparto, un pregio fondamentale per uno che ambisce ad alti traguardi.
Diverso il discorso per Alen Stevanovic che, dopo un’annata da protagonista in serie B, ha faticato ad ambientarsi nel massimo campionato, collezionando spezzoni di gara e andando in rete solo a Bergamo nel pokerissimo rifilato all’Atalanta.
Quando è stato impiegato il giovane serbo è risultato la copia sbiadita di quello ammirato nella passata stagione e Ventura, forse non a torto, gli ha sempre preferito gente più in condizione e in grado di dare maggiori garanzie.
Ora però potrebbe essere arrivato anche il suo momento, e il tecnico granata sta lavorando per farlo tornare in forma: le qualità ci sono tutte e probabilmente il problema è più di natura psicologica che non fisica o tecnico-tattica.
Il Toro potrebbe avere bisogno di lui come di Slaven Birsa, un altro dei granata con ampi margini di miglioramento. Avevamo parlato bene di lui prima dell’ Atalanta e lo sloveno ha puntualmente confermato tutti gli apprezzamenti: ingresso nella ripresa e gol decisivo.
In questo finale di stagione crediamo meriti un minutaggio più elevato ma quel che è certo è che con lui, il miglior Steva, Cerci e Santana Ventura ha davvero la batteria di esterni necessaria per il suo gioco.
 
Roberto Maccario
(Foto Dreosti)
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