Toro, il tabù dei cambi

Toro, il tabù dei cambi

La giostra di domenica contro il Cagliari fa parte di quelle partite difficili da catalogare. Non semplice, di conseguenza, capire come si sarebbe potuta fermare, almeno su un pareggio, risultato che sarebbe stato più che soddisfacente. Se un difetto nella gestione sembra emergere, è quello nella modalità dei cambi fatti…
La giostra di domenica contro il Cagliari fa parte di quelle partite difficili da catalogare. Non semplice, di conseguenza, capire come si sarebbe potuta fermare, almeno su un pareggio, risultato che sarebbe stato più che soddisfacente. Se un difetto nella gestione sembra emergere, è quello nella modalità dei cambi fatti da Ventura: tardivi e poco incisivi.
 
PRIMA STEVANOVIC – Poco più di dieci minuti dopo aver segnato, il primo ad uscire dal campo è Steva. Certamente l’esterno serbo non giocava con continuità da un po’ di tempo e forse non avrebbe retto tutta la partita. In più Ventura lancia Birsa, che tante soddisfazioni gli ha riservato. Il punto più alto proprio nella partita precedente a quella di ‘Is Arenas’: subentrato sempre a Stevanovic, l’esterno sloveno decide il match contro l’Atalanta con un gol nei minuti finali. Ma anche sull’altra corsia, se non soprattutto dalla parte destra, il Toro soffriva.
 
FASCIA DESTRA PERICOLANTE – E’ dalla corsia destra che infatti partiranno due delle azioni che portano al gol il Cagliari. Alla mezz’ora i rossoblu pareggiano e il cross per Conti che colpisce da solo in mezzo all’area, arriva, indisturbato, proprio da quella parte. Così come partirà da lì anche l’azione che porta al gol che decide la partita. In entrambi i casi le responsabilità sono più da altre parti, ma la copertura nella zona destra è evidentemente scarsa. Ci sta che Cerci sia un po’ affaticato, ma Ventura aspetta il 90’ per sostituirlo. Decisamente troppo tardi: forse un po’ più di tempismo e una scelta più conservativa rispetto a quella di rimpiazzare l’esterno romano con Menga, avrebbero avuto risultati migliori.
ULTIMO BARRETO – Anche la punta brasiliana ad un certo punto sembrava parecchio appannata. Ma Ventura ci pensa su prima di togliere Barreto, anche lui sostituito quando la partita era agli sgoccioli. In più si aggiunge la breve e sfortunata apparizione di Diop, che di certo non aiuta la squadra in quel momento decisivo dell’incontro. Anche in questa occasione però, tempismo e scelta non si rivelano azzeccatissime, al di là della discutibile scelta del direttore di gara nei confronti del giovane attaccante granata. 
 
Insomma, a maggior ragione perché tutta la rosa si sta dimostrando all’altezza, sarebbe il caso di sfruttarla più a fondo. Più alternative dovrebbe far rima con più cambi: per dare freschezza, ma non solo. Perché gli uomini che rimangono a disposizione del tecnico in panchina danno alternative tattiche che possono rivelarsi decisive.
 
Emanuele Olivetti
(foto Dreosti)
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