Toro in numeri: Acquah, l’uomo-dribbling che non ti aspetti

Toro in numeri: Acquah, l’uomo-dribbling che non ti aspetti

Granata ai Raggi X / Il ghanese se n’è andato via all’avversario 11 volte su 13: un 85% di successo che mette in risalto come il suo apporto vada ben oltre la sua abilità in fase di interdizione

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Continua la rassegna sulle statistiche relative ai giocatori del Torino dopo queste prime 7 giornate di campionato. Giunge quindi il momento di parlare di un elemento che ha ben figurato nelle sue prime uscite in granata: Afriyie Acquah. Attualmente impegnato con la nazionale ghanese, il centrocampista ex Parma è infatti una delle note più liete della recente campagna acquisti del club di via Arcivescovado. Corsa, dinamismo, 2 gol e non solo: il classe ’92 ha mostrato di possedere una buona qualità palla al piede ed una tanto inaspettata quanto efficace abilità nell’uno contro uno.

Hellas Verona FC v Torino FC - Serie A
Acquah esulta dopo aver messo a segno il gol del definitivo 2-2 in Verona-Torino

IMMANCABILE QUANTITA’ – Nonostante ciò, è curioso constatare come dei suoi 7 gettoni stagionali solo 2 siano dal primo minuto (contro Sampdoria e Chievo), per un totale di soli 327 minuti giocati ed una media di 46 minuti a partita. Come detto in precedenza, il temperamento e la fisicità sono le doti che maggiormente lo hanno contraddistinto in passato e, in tal senso, i numeri (sempre proporzionati al suo minutaggio non elevato) gli danno ragione: 50% di contrasti vinti, per una media di 1,7 tackle tentati ogni 90 minuti, ed un totale complessivo di 4 palle recuperate, 3 cross bloccati ed un passaggio intercettato.

UOMO-DRIBBLING DA RECORD E NON SOLO… – E’, però, arrivando al cosiddetto lavoro offensivo e in fase di possesso che arrivano le sorprese più grandi. Il ghanese può infatti vantare un impressionante 85% relativo ai dribbling (11 su 13!!) andati a buon fine, una percentuale figlia di un’abilità che alla vigilia della sua avventura in granata nessuno avrebbe mai immaginato potesse diventare il suo punto forte. Indimenticabili, a tal proposito, sono le cavalcate di cui si è reso protagonista nel corso della partita contro la Sampdoria di Zenga, durante quella che è indubbiamente stata la sua miglior prestazione stagionale. Ma non finisce qui: degni di menzione sono parimenti i numeri legati alle sue qualità nel palleggio. La sua percentuale di passaggi riusciti si aggira intorno all’80%, frutto di 99 tentativi di cui ben 80 andati a buon fine e solamente 9 errati (una proporzione niente male per un centrocampista costantemente pressato e costretto a ragionare velocemente).

Il centrocampista Acquah in Torino-Sampdoria
Acquah in Torino-Sampdoria: la sua miglior prova in granata

Insomma, appare evidente come, al di là delle poche chance avute dal primo minuto, Acquah sia già diventato una pedina fondamentale per il Toro di Ventura. Troppo spesso, infatti, è stato facile notare come alla squadra mancasse disperatamente il suo apporto, l’apporto di un vero lottatore e, in ultima analisi, dell’uomo dribbling che non ti aspetti.

(Dati OptaSports)

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  1. luca - 2 anni fa

    Quando non abbiamo Peres che salta l’uomo in scioltezza e agilità,secondo me, ci vorrebbe la presenza di Acquà che l’uomo lo salta in potenza e progressione,per creare la famigerata superirità numerica.Saltando di palo in frasca ho notato che le piccole ci colpiscono perchè hanno studiato i nostri difetti.Ci fanno allungare e siccome i nostri difensori sono forti ma non sono dei fulmini di guerra,agiscono di conseguenza.Le reti subite contro Chievo e Carpi, hanno un comun denominatore, la velocità.Castro si è incuneato sull’allungo,Silva del Carpi sullo scatto e Matos di nuovo sull’allungo in contropiede.Il Torino vince quando rimane corto e crea la superiorità numerica sulle fasce.Il Baselli di inizio stagione,non per svalutare gli altri centocampisti,in serie A,non mancherebbe solo a noi, ma a tutti.Forza e coraggio Toro!

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