Toro in numeri: Vives, imposta e contrasta meglio di sempre

Toro in numeri: Vives, imposta e contrasta meglio di sempre

Granata a raggi X / Il centrale di Afragola fa interdizione per tre: 35 anni e non sentirli, grazie a lavoro ed umiltà. Inoltre, una sfera data a lui è una sfera sicura

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Appena arrivato a Torino, nella bollente – calcisticamente parlando – estate granata del 2011, Giampiero Ventura ha subito voluto al suo fianco una figura che pochi pensavano sarebbe diventata, nel corso degli anni, così indispensabile negli equilibri tattici e di gruppo degli anni a venire: Giuseppe Vives. Un giocatore che da molti era visto come l’anello debole della catena a centrocampo, ma che con grande umiltà e spirito di sacrificio, nel corso delle stagioni, ha saputo ritagliarsi un ruolo da leader all’interno della mediana granata. E in queste prime sette giornate, vissute sempre da protagonista, ha dimostrato che anche a 35 anni i limiti possono essere superati.

Torino FC v US Citta di Palermo - Serie A vives
Vives in contrasto nella sfida interna con il Palermo

SEMPRE IN CAMPO, NON PER CASO Il campionato del centrocampista campano è iniziato all’85esimo minuto della sfida inaugurale contro il Frosinone, per rimpiazzare Baselli. Di lì, non si è più fermato: le successive sei giornate sono state vissute tutte d’un fiato per il mediano granata, che nei suoi 583′ in campo quest’anno sta dando forma a una delle stagioni migliori della sua carriera: innanzitutto spicca l’85% abbondante di passaggi completati, un dato notevole, sia in relazione alla sua delicata mattonella di azione, sia considerato che è la sua miglior media di sempre nella massima serie. Ma non aveva 35 anni?

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Palla nei piedi di Vives vuol dire sicurezza: lo dicono i numeri

CASSAFORTE – Strepitosa la sua resa quando si tratta di proteggere il pallone e giocarlo velocemente, anche in situazione di forte stress. I controlli sbagliati di Vives, se continua così, a fine stagione si conteranno sulle dita di una mano: un errore in 6 presenze da titolare testimonia la capacità di saper scegliere sempre il momento giusto in cui ricevere la sfera senza mai farsi sorprendere dal diretto marcatore, ed essendo sempre pronto a liberarsi della sfera il più in fretta possibile. Due soli palloni sradicatigli dai piedi sono la migliore testimonianza della sicurezza del mediano palla al piede, che ne fanno un elemento imprescindibile lì in mezzo. Se a questi numeri aggiungiamo che il centrale di Afragola è, per distacco, il granata più difficile da superare in campo, con ben 24 contrasti riusciti su 27 (Moretti, Glik e Bovo, insieme, raggiungono i 23!), si capisce che l’economia del sistema Toro è sempre più legata al suo vicecapitano.

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Lo scorso anno, occasionalmente, Vives ha anche vestito la fascia di capitano: un riconoscimento per il suo ruolo nello spogliatoio

Una stagione su questi livelli è una sorpresa per molti, ma non per chi ha sempre valutato obiettivamente le capacità di Vives e gli ha sempre dato la giusta fiducia: sei oggi il 20 granata è il cardine della mediana lo deve soprattutto a se stesso, al lavoro di ogni giorno e alla dedizione con cui affronta ogni giornata di allenamento come se fosse la prima, all’alba dei 35 anni, perché, a discapito dell’età, i limiti sono sempre fatti per essere superati. Magari senza clamore, ma in modo indispensabile, per tutta la squadra.

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  1. Papa Urbano I - 2 anni fa

    …in molto hanno sempre rimproverano a Vives di non essere un giocatore tecnico…sicuramente non è Pirlo…ma tecnicamente Vives non è per niente male…anzi…tanta quantità ma sicuramente anche qualità…che non poi non abbia il passaggio che ti mette in porta ci può stare…ma allora staremmo a parlare di un giocatore da champions…cmq fare quello che sta facendo Vives a 35anni in serieA è veramente tanta roba…ONORE A VIVES…con GLIK la vera anima di questo TORO che è partito 5 anni fa da Lumezzane…

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    1. luca - 2 anni fa

      Si, hai ragione, ma io ci metterei pure Gazzi, anche se è arrivato l’anno dopo.

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