Toro, in tre anni dalla precarietà della salvezza alla consapevolezza dell’Europa!

Toro, in tre anni dalla precarietà della salvezza alla consapevolezza dell’Europa!

Ciclo-Ventura / Il terzo anno di serie A con il tecnico genovese: è quello della consacrazione definitiva della squadra . Questo grazie al lavoro dell’allenatore e della società

Due anni fa la paura dominava la fine della stagione. Un anno fa l’entusiasmo faceva da padrone. Quest’anno la sensazione che è nell’animo dei tifosi e della società granata è la tranquillità. Si è passati dal temere di non raggiungere la permanenza nella massima serie alla sicurezza degna di una grande squadra, passando per una stagione stratosferica vissuta da outsider. Il processo evolutivo granata sembra giunto al termine, la metamorfosi è compiuta. Ma chi sono gli artefici di questo cambiamento?

MISTER LIBIDINE – Uno di questi senza dubbio è Ventura. L’allenatore ligure ha riportato in serie A la compagine granata dopo una serie di stagioni assai tribolate. Nonostante l’assillo di mantenere la serie A nella sua stagione granata ha avuto il merito di voler dare un’impronta ben precisa al gioco della squadra. L’obiettivo è sempre stato il risultato, ma la maniera con cui si dovesse giungere a questo aveva precise caratteristiche individuabili nel far frullare la palla e nei precisi compiti tattici di ogni singolo giocatore. Il lavoro del tecnico è sempre stato intenso, intento nel far rendere ogni giocatore al suo massimo. Il condottiero granata non ha mai mollato, neanche quando i risultati non arrivavano. Arrivata la salvezza alla fine del primo tribolato anno Ventura ha raccolto i frutti del suo lavoro nel secondo. Assiduità degli allenamenti e fedeltà a precisi dettami tecnici hanno fatto sì che la squadra migliorasse partita dopo partita, arrivando a raggiungere l’Europa alla fine del secondo anno. I risultati del terzo anno, infine, sono davanti agli occhi di tutti a dimostrazione di come il tecnico ligure sia un mattone imprescindibile nella costruzione granata.

LA SOCIETÀ – Ventura nel suo cammino,però, non è mai stato da solo. Il presidente Cairo e il suo staff sono sempre stati presenti. Consci degli errori fatti nella prima esperienza nella massima serie e negli anni successivi di cadetteria i vertici granata hanno cambiato politica, apportando diverse modifiche nella gestione della squadra. La scelta di mantenere alla guida tecnica Ventura ha permesso di dare una continuità al progetto granata mai avuto in precedenza. La scelta dei giocatori da inserire nella rosa è poi è stata sempre più illuminata: molto spesso sono stati scelti giocatori giovani da valorizzare che sono diventati subito imprescindibili nella rosa prima e ottime plusvalenze di mercato poi come nel caso di Ogbonna e D’Ambrosio. Oppure sono stati scelti giocatori funzionale al progetto come Gazzi o giocatori di indubbio valore desiderosi di riscatto come Cerci, Immobile e Maxi Lopez. La capacità della società in questo movimento di giocatori è stata quella di rinnovare la rosa incamerando denaro da cessioni illustri e reinvestendo il denaro stesso in nomi meno altisonanti ma di indubbio valore. 

IL FUTURO –  Consapevolezza. Questo ha portato il lavoro in sinergia di allenatore e società. Questa permetterà di affrontare al meglio le ultime 10 partite di questa stagione, che ha già visto la squadra condurre un sontuoso cammino nelle coppe europee. E dopo? Ventura e Cairo sono ben consci della sfida che li attende. La consapevolezza raggiunta ormai può essere solo trasformata in ambizione, ambizione di trofei che mancano da troppo tempo nella bacheca granata.

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