Toro, la crescita è costante

Toro, la crescita è costante

di Gianluca Sacchetto

Al terzo tentativo il Toro ce la fa, ottenendo il primo successo della stagione davanti al proprio pubblico, dopo le deludenti prestazioni offerte contro Varese e Crotone. E lo fa nel modo più usuale, facendo soffrire tutti fino al novantesimo e oltre nonostante la concreta possibilità di chiudere la pratica in anticipo, considerando la doppia inferiorità numerica novarese.

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di Gianluca Sacchetto

Al terzo tentativo il Toro ce la fa, ottenendo il primo successo della stagione davanti al proprio pubblico, dopo le deludenti prestazioni offerte contro Varese e Crotone. E lo fa nel modo più usuale, facendo soffrire tutti fino al novantesimo e oltre nonostante la concreta possibilità di chiudere la pratica in anticipo, considerando la doppia inferiorità numerica novarese.

E’ questo l’unico demerito della formazione granata, l’incapacità di dare il colpo di grazia all’avversario. Nel dopo partita Lerda dirà che forse inconsciamente la squadra ha mollato, pensando di aver già in tasca la certezza del successo. Dovrà lavorare su questo aspetto il tecnico piemontese, perché il Toro non può permettersi ciò. In gare nelle quali c’è la possibilità di segnare anche il 2-0, come successo più di una volta ieri, bisogna saper essere cinici, spietati. Perché la beffa è sempre dietro l’angolo e se quel colpo di testa dell’ex Ventola fosse entrato saremmo qui a parlare di una squadra incapace di sfruttare le espulsioni di Ludi e Porcari.

Di positivo c’è, invece, tanto da segnalare. A cominciare dal ritorno al gol, e che gol, di Rolando Bianchi. Il capitano non è ancora al 100% dopo l’infortunio subito ad agosto ma quando riceve i palloni giusti sa essere letale, come ha ampiamente dimostrato nella stagione passata. E quest’anno il modulo a trazione anteriore di Lerda gli permetterà di avere ancora più occasioni da rete.

In grande crescita anche la difesa, che partita dopo partita dimostra sempre maggiore sicurezza. Solamente nelle battute finali, quando il baricentro della squadra è arretrato pericolosamente, la retroguardia è andata un po’ in affanno.

Considerando poi che di fronte c’era un Novara che viaggiava sull’onda dell’entusiasmo, che a Torino aveva ben poco da perdere nonostante la classifica dicesse ben altro, la vittoria assume un grande peso specifico. Non bisognava disperarsi dopo i due ko iniziali, con la squadra cambiata così tanto, né bisogna illudersi adesso. Ne sono consapevoli anche Lerda e Bianchi, che lo hanno dichiarato nel dopo partita. Ma questo nuovo Toro, che ha fatto del basso profilo il suo marchio di fabbrica, può regalare belle soddisfazioni ai suoi tifosi in questa stagione.

(foto: M. Dreosti)

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