Toro, l’anno scorso alla settima un punto in meno (con penalità)

Toro, l’anno scorso alla settima un punto in meno (con penalità)

Nonostante gli elogi fatti alla squadra per il bel gioco espresso fin qui in quasi tutte le partite, guardando la classifica di serie A e confrontandola con quella dello scorso anno dopo lo stesso numero di partite balza all’occhio un dato significativo: il Toro ha un punto…
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Nonostante gli elogi fatti alla squadra per il bel gioco espresso fin qui in quasi tutte le partite, guardando la classifica di serie A e confrontandola con quella dello scorso anno dopo lo stesso numero di partite balza all’occhio un dato significativo: il Toro ha un punto in più dell’anno scorso solo escludendo la penalità. In graduatoria, dopo la settimana giornata, i punti erano 8, ma – per via della penalizzazione subita – 9 quelli effettivamente totalizzati sul campo, esattamente come quest’anno.
Certo, le attenuanti del caso ci sono tutte: a parte il comodo esordio casalingo contro il Sassuolo, i granata hanno affrontato una trasferta insidiosa come quella di Bergamo, hanno ospitato il Milan che, anche se in difficoltà, resta pur sempre una grande, sono andati a Bologna, hanno ricevuto il Verona, la squadra più in forma del momento insieme alla Roma, prima di essere impegnati nel derby e a Genova con la Sampdoria, in un incontro magari più semplice del solito ma sempre ricco di blasone.
Oltre a ciò vanno aggiunti i numerosi torti arbitrali, su cui si è già dibattuto parecchio ma che è bene ricordare: contro l’Atalanta i gol bergamaschi furono viziati da irregolarità, contro i rossoneri sull’azione che ha portato al rigore realizzato in extremis da Balotelli c’era Larrondo a terra, la rete di Pogba nel derby era in fuorigioco e, dulcis in fundo, il penalty di Eder nell’ultimo match era quantomeno discutibile.
Senza fare complicati e inutili calcoli aritmetici è certo che al Torino spettino più punti di quanti non ne abbia oggi in classifica ma, al di là degli alibi, è altrettanto vero che la squadra di Ventura deve migliorare in concretezza, essendo più cinica sotto porta, chiamando al gol giocatori che non rispondano soltanto al nome di Alessio Cerci e rischiando meno nei finali di partita: sono infatti troppi i match praticamente già vinti che il Toro si fa sfuggire all’ultimo per un’ingenuità difensiva, un brutto vizio ereditato dalla scorsa stagione e che va assolutamente eliminato.
 
Roberto Maccario
(foto Dreosti)
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