Toro – Lazio: alla ripresa reti inviolate su un terreno ‘bizzarro’

Toro – Lazio: alla ripresa reti inviolate su un terreno ‘bizzarro’

Terreno ai limiti della praticabilità, controlli da ‘calcio saponato’ e valori tecnici un po’ confusi: ecco servito il primo tempo di Torino – Lazio.

Quarantacinque minuti nei quali, tra tanti falli, e tanti (ovvi) errori, il Torino ha comunque dimostrato buon carattere, mettendosi in mostra soprattutto sulla destra, dove Cerci è…

Terreno ai limiti della praticabilità, controlli da ‘calcio saponato’ e valori tecnici un po’ confusi: ecco servito il primo tempo di Torino – Lazio.

Quarantacinque minuti nei quali, tra tanti falli, e tanti (ovvi) errori, il Torino ha comunque dimostrato buon carattere, mettendosi in mostra soprattutto sulla destra, dove Cerci è parso quasi esaltarsi dalle improbe condizioni del terreno, spingendo ininterrottamente e duettando bene con un Barreto parso, sempre con tutte le circostanza del caso, finalmente ispirato. Proprio il brasiliano, con la sua velocità, ha fatto ammattire il mastodostico difensore laziale Ciani, costretto a falciarlo prima in seguito ad un eccezionale stop a seguire addirittura di tacco (rimediando il primo cartellino giallo), e poi, nemmeno due minuti dopo, a ripetersi quasi al limite dell’area.

Risultato? La Lazio in 10 uomini già al 16′, ma al 9′ aveva già colpito un insidiosissimo palo con Cana, che forse Gillet sta ancora sentendo vibrare. Il Toro, però, è stato quasi altrettanto pericoloso, trovandosi soprattutto con Cerci veramente ad un passo dal tiro, anticipato nell’area piccola da un’eccellente scivolata di Radu, in seguito ad un altro ispiratissimo scambio con Barreto.

Per la cronaca, il Toro potrebbe trovarsi a recriminare per l’ennesimo rigore, quando, dopo soli 3′, il biondo Kamil Glik, stoicamente in maniche corte (così come i compagni Rodriguez, Darmian e Santana) viene atterrato in area dal portiere laziale Marchetti in uscita: il contatto c’è, ma è effettivamente involontario, essendo destinato primariamente al pallone, e Glik ingenuamente rimedia pure un giallo per simulazione. Altrettanta ingenuità è da attribuire a Cerci, che in occasione dell’espulsione di Ciani protesta animatamente ancor prima che l’arbitro prenda la propria decisione, poi effettivamente favorevole ai granata. Inutile il tentativo di scuse: Tagliavento è troppo esperto per farsi incantare, anche dal novello esterno della Nazionale.

Da segnalare Mister Ventura che, a bordocampo, insiste per non lasciarsi andare alla confusione da ‘calcio saponato’, continuando a giocare palla a terra e premere sugli esterni, potenziale spina nel fianco per i biancocelesti. Lo schema di Petkovic? Era chiaro già nel primo quarto d’ora, dall’espulsione in poi lo è stato ancora di più: palla a lunga a Kozak e pedalare.

Ora un po’ di riposo, si ritracciano le linee e tra un quarto d’ora si riparte, sperando che il Toro possa trovare una zampata oggettivamente alla portata.

 

Diego Fornero
(foto Campo)

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