Toro, le disattenzioni si pagano care

Toro, le disattenzioni si pagano care

L’analisi a mete fredda di Udinese – Torino / Calo di attenzione da parte dei granata, che questa volta vanno in crisi sulle palle inattive

Commenta per primo!

Il Toro indomito ammirato a Bilbao e all’Olimpico contro il Napoli si ferma a Udine, con un fisiologico calo arrivato al cospetto di una squadra ben organizzata e affamata di punti.

UNA BUONA GARA – Al di là del risultato, che li ha visti soccombere per 3-2, i granata sono però sembrati abbastanza propositivi sul piano del gioco, totalizzando un buon possesso palla e creando anche alcune ghiotte occasioni da gol, come quella terminata con il palo di Quagliarella, uno dei migliori tra i granata, che ha sbloccato il risultato con un perentorio colpo di testa contro la sua ex squadra.

LE DISATTENZIONI DIFENSIVE – I problemi maggiori per il Toro sono arrivati questa volta in fase difensiva, con un reparto che non si è confermato come il punto forte dell’ossatura venturiana ma che ha subito tre reti evitabili.
Tre reti di cui due giunte sugli sviluppi di un calcio d’angolo (la seconda di Kone con la complicità di Molinaro e la terza di Wague) e una (la prima di Di Natale) arrivata dopo aver concesso troppa libertà all’inossidabile bomber friulano.
Il Torino si è svegliato troppo tardi e il gol di Benassi non ha raddrizzato una partita ormai compromessa.

GLI ERRORI DA NON RIPETERE – Proprio da Benassi bisogna ripartire, così come da un ottimo Quagliarella, che sembra sempre più in palla, mentre le note negative, come detto, sono rappresentate dalla difesa, che ha fatto registrare un passo indietro rispetto alle uscite precedenti.
Contro lo Zenit serviranno maggiore concentrazione, maggiore precisione e maggiore lucidità, perché a livello europeo, in gare quasi da dentro o fuori e contro avversari di grande caratura, le disattenzioni si pagano più care.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy