Toro, l’Olimpico da novembre terra di conquista. E il Grande Torino…

Toro, l’Olimpico da novembre terra di conquista. E il Grande Torino…

Rendimento / La stagione interna dei granata è negativa, e il cambio di nome dello stadio non ha portato la svolta sperata

5 commenti

Ha retto fino a novembre il fortino granata, prima di crollare sotto il fuoco avversario. Era l’8 novembre quando l’Inter passava a Torino grazie a una rete – l’unica in campionato – di Kondogbia. Fino ad allora, il fattore campo era stata una delle maggiori risorse della squadra di Ventura. Dopo, sarebbe diventato un miraggio: a seguito di quella partita, il rendimento casalingo di Glik e compagni si sarebbe assestato allo stesso livello di quello del Frosinone, con 13 punti conquistati in 14 partite.

Numeri che evidenziano una flessione forte e che, in parte, vanno in controtendenza con l’incremento di afflusso allo stadio che i tifosi granata hanno registrato in questa stagione. Le sette sconfitte stagionali interne – di cui quella contro i nerazzurri è stata la capofila – mettono a nudo una squadra fragile, incapace di rispondere alle plausibili richieste di reazione dei propri sostenitori: il match che forse più di tutti ha dimostrato questa difficoltà è stato quello contro l’Udinese, arrivato a ridosso della pesante sconfitta contro la Juventus nel derby di Coppa Italia. Neanche il cambio di nome (da Olimpico a Grande Torino) è riuscito a far svoltare mentalmente gli uomini di Ventura, che in due partite hanno incassato altrettante sconfitte, con Sassuolo e Napoli, dovendo rimandare alla prossima stagione il primo successo nello stadio degli Invincibili. E dire che, invece, negli ultimi anni la sensazione era quella di un Torino capace di fare davvero la differenza tra le mura amiche, piuttosto che in trasferta: un  margine mai così sottile come quest’anno. Spicca in particolare il 61% abbondante di punti casalinghi nell’anno della prima salvezza targata Ventura: a dimostrazione di come, nei momenti difficili, l’Olimpico sia stato una spinta, e non una zavorra da portare.

STAGIONE PUNTI CASA PUNTI TOTALI PERCENTUALE
2012-2013 24 39 61,5%
2013-2014 33 57 57,9%
2014-2015 31 54 57,4%
2015-2016 24 45 53,3%

La prima cosa da mettere a punto l’anno prossimo, dunque, sarà una rinnovata fiducia con i tifosi, in modo che l’incessante spinta dei sostenitori granata non sia più motivo di preoccupazione e pressione, ma anzi vento in poppa per poter affrontare ad armi pari ogni avversario, almeno in casa, per onorare quel nome ingombrate che adesso veglia su quel prato verde.

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  1. Daniele abbiamo perso l'anima - 1 anno fa

    Se in casa siamo terra di conquista gran parte della colpa è stata di Ventura: tanta tattica e niente agonismo, poco cuore e poca voglia di coinvolgere assieme squadra e tifosi come da dna granata.
    E’ il peggior difetto di Ventura ed è forse l’unico motivo per cui lo vorrei via dal Toro.
    Il mio sogno per il futuro sarà Longo.

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  2. FVCG'59 - 1 anno fa

    Bisogna proprio essere a corto di argomenti per arrivare a sostenere che “l’incessante spinta dei sostenitori granata non sia più motivo di preoccupazione e pressione”: ma quando mai i tifosi e il loro supporto sono un problema?
    Il vero problema era nella testa di chi non sapeva cosa dire e cosa fare per cercare di porre rimedio ad unanna disastrosa: più facile dar la colpa ai tifosi… Povero Toro! Cerchiamo solo di voltare pagina in fretta e bene, perché un’altra stagione così sarà difficile da sopportare…

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  3. enricolai68@gmail.com - 1 anno fa

    SPERIAMO DI AVERE UN’ALLENATORE CHE POSSA SCEGLIERE I GIOCATORI DA ACQUISTAREIN MODO CHE LA SQUADRA NON SIA ADATTATA MA FORMATA SU MISURA ALLORA PENSO CHE CHIUNQUE POSSA FAR BENE

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    1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

      Certo dovrebbe essere così, come penso sia stato l’anno scorso, ma purtroppo è stata progettata male infortuni a parte, si era partiti da un idea con un regista che doveva essere Valdifiori, poi non arrivato lui, invece di cercare un similare si è virato sulla figure che si avevano in casa (Vives e Gazzi) e di sviluppare il gioco solo dalle fasce, come negli anni precedenti, ma purtroppo oramai il nostro giochino lo conoscevano tutti.
      La prova è riscontrabile anche nei dati riportati sopra dove in casa abbiamo fatto fatica, dovuta al fatto che dovevamo creare noi il gioco.

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  4. Nick - 1 anno fa

    Io avrei evitato di cambiare il nome dello stadio in corso di campionato ma con l’inizio del nuovo del prox anno quando dovremmo avere anche il Filadelfia pronto. Tra l’altro se non ricordo male è la seconda volta che gli invincibili vengono infangati, la prima è stata diversi anni fa quando i nostri giocatori indossarono la maglia del grande Torino nelle ultime giornate di campionato ma questo non evito la serie B. Si vede l’esperienza non ha insegnato ad abbandonare gli angeli custodi quando le cose vanno male e preferire invece aiutati che dio t’aiuta. FVCG.

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