Toro: Martinez a lezione da Bruno Peres. E arriva il primo gol

Toro: Martinez a lezione da Bruno Peres. E arriva il primo gol

Focus on / L’attaccante venezuelano, dopo un avvio di partita altalenante, si prende la scena grazie anche ai consigli dell’esterno brasiliano

4 commenti

Dalle ceneri alla resurrezione, proprio come una fenice: questa la stagione di Josef Martinez. Dopo un inizio oscuro, il venezuelano è tornato a giocare 90′ per due partite consecutive. Ieri però è stato un momento particolare per lui: è arrivato finalmente il primo gol stagionale. El carabobeño qualche giorno fa aveva avvertito un certo malessere, un mal di pancia suscitato dal giocare poco, il quale però, dopo la fiducia datagli da Ventura, sembra essere passato definitivamente.

La partita di ieri sera non è stata tutta rose e fiori per il venezuelano, anzi, nei primi minuti ha sprecato due occasioni d’oro, le quali potevano essere di grande aiuto per il risultato finale. Ma è proprio a fine primo tempo che è arrivata la svolta: Bruno Peres gli dice sgombrare la mente, di non perdere tempi a pensare. Di calciare nello specchio alla prima occasione, senza paura di sbagliare. Insomma, gli dice di ”fregarsene”. E l’attaccante nella ripresa segna proprio su assist del brasiliano. Le parole del terzino sono state quasi magiche per la mente e il morale del venezuelano, una frase che per 45′ ha suscitato in lui la giusta rabbia agonistica, capace di cancellargli tutti i pensieri che per un’intera stagione lo hanno quasi bloccato.

Martinez

Il fatto di non giocare con continuità aveva reso tutto più difficile per lui, senza contare che con il ritorno di Ciro Immobile gli spazi si erano chiusi ancora di più. Il classe 93′ però ha finalmente rialzato la testa e ha deciso di lottare con tutte le sue forze per una maglia da titolare: la fortuna aiuta gli audaci e qualche giorno dopo, a seguito degli infortuni dell’attaccante partenopeo e dei problemi di Maxi Lopez, Josef ha avuto la sua opportunità.

Ora arriva la parte più difficile: dare continuità alla prestazione vista ieri contro la Roma. Il giocatore di Valencia deve ovviamente crederci fino alla fine e non mollare mai, poiché quella maglia da titolare tanto ambita non è poi così lontana, ma al contempo – fermi ai box – ci sono due carichi di tutto rispetto pronti a strappargliela. Il destino da giocatore del Toro non è che nelle sue mani, o per meglio dire, nei suoi piedi. La prossima tappa potrebbe essere la sfida contro il Sassuolo e chissà se in quell’occasione Josef riuscirà a piazzare il prossimo sigillo granata.

4 commenti

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  1. robert - 9 mesi fa

    un giocatore che sbaglia due o tre gol a partita è un giocatore scarso.Inutile girare intorno ai discorsi,bisogna darlo in prestito per farsi le ossa e se migliorerà si può riprendere

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  2. aterreno - 9 mesi fa

    Secondo me ha fatto un goal utile al prestito, forse in fondo della stoffa c’e’, ma ha bisogno di giocare e onestamente non possiamo permetterci di sbagliare 3 goals a partita fin quando lui non aggiusta la mira.

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  3. Pimpa - 9 mesi fa

    Io ho l’idea che anche l’anno prossimo,a meno che non partano Immobile e Maxi,per lui ci sarà sempre poco spazio.
    D’altra parte,è vero che tecnicamente non è scarso,che è veloce,che ha un discreto tiro e dribling,ma gli errori sotto porta sono stati marchiani.
    E se avrà ancora come compagni di squadra i suddetti,oltre a Belotti,voglio proprio sapere che lo farebbe giocare titolare.
    Penso che debba andarsene,se le cose resteranno così,non vedo proprio speranze o spiragli per lui.

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  4. dbGranata - 9 mesi fa

    Io il primo anno fui sostenitore di Martinez come lo sono ora di Belotti. Ho creduto senza criticarlo, mai. Ha sempre dato prestazioni “vogliose” ma poca concretezza. Poi quest’anno ho cominciato a pensare che sia un elemento da mettere da parte, magari mandandolo in prestito, perché se ci sono Immobile e Maxi in forma, come spalla di Belotti non c’è da discutere. Però ieri sera… ecco, il risultato è stato una merda, lui ha di nuovo sbagliato qualcosa di troppo, però… però la prestazione è stata molto buona. Lui ha segnato, è vero, ma soprattutto si è comportato da attaccante vero per la prima volta, non solo da velocista che arriva davanti alla porta. Il modo in cui si libera di Manolas col sombrero e col movimento del corpo prima, è da attaccante vero. Il modo in cui si è creato lo spazio per il tiro al fischio di inizio è da attaccante vero. E da attaccante vero è anche il movimento dietro i difensori per il gol (finalmente). E poi, dopo il gol, quell’urlo liberatorio e lui per terra con le lacrime agli occhi… Ha qualche partita per farmi pensare (ma soprattutto per farlo pensare a chi di dovere) che l’anno prossimo una degli spazi in attacco possa essere suo. Se passassimo a 3 punte il gioco delle coppie sarebbe belle che fatto: Belotti al centro (in riserva Maxi), Immobile a sinistra (in riserva Parigini) e a destra uno tra Martinez e Boyé…

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