Toro-Napoli, un’analisi a mente fredda

Toro-Napoli, un’analisi a mente fredda

Rimonta-controrimonta e contro-controrimonta. Questa è l’analisi in pillole del rocambolesco 3 a 5 rimediato ieri dai ragazzi di Ventura contro il Napoli di Walter Mazzarri ed Edison Cavani. Partite del genere danno prova di quanto il calcio sia strano, a volte, e meravigliosamente imprevedibile….
Rimonta-controrimonta e contro-controrimonta. Questa è l’analisi in pillole del rocambolesco 3 a 5 rimediato ieri dai ragazzi di Ventura contro il Napoli di Walter Mazzarri ed Edison Cavani. Partite del genere danno prova di quanto il calcio sia strano, a volte, e meravigliosamente imprevedibile. Per i tifosi granata sarà forse una partita da dimenticare ma le emozioni vissute ieri dimostrano che il Toro è comunque una squadra in salute e carica di esplosività.

AVVIO DI GARA ENERGICO E COMBATTUTO – Mazzarri nel primo tempo azzarda il lusso di risparmiare il suo pezzo più pregiato, Edison Cavani,ma il Napoli non appare così disorientato. Le alchimie del tecnico livornese,infatti,  col passare dei minuti diventano sempre più convincenti, in particolare la scelta di schierare uno scalpitante Dzemaili dal primo minuto. Quest’ultimo padroneggia a centrocampo e negli inserimenti, forte della complicità di un Hamsik di nuovo in forma. Il Napoli sembra quasi dipendere dalle giocate dello svizzero che al 10′ esegue alla perfezione uno schema ideato proprio per le sue qualità. Il Toro comunque reagisce  bene rimediando allo svantaggio iniziale senza perdersi d’animo, cercando la profondità  con l’esplosività di Cerci che sfianca  Britos. Il pareggio arriva al 29′ con Barreto finalmente a segno, Hamsik poi  fallisce un rigore ma è giusto . La parità era risultato più coerente per il gioco espresso.
 
UNA RIPRESA DAI MILLE COLPI DI SCENA – Nell’avvio di ripresa la partita segue uno scenario a rime obbligate : il Napoli padroneggia in campo. Passano pochi minuti e i partenopei tornano di nuovo in vantaggio, ancora Dzemaili che su uno splendido assist di Zuniga con un bolide da dentro l’aria  batte un incolpevole Gillet. Da qui la partita cambia completamente scenario però, il Toro torna mentalmente in campo e sorprende la determinazione dei granata nel riacciuffare subito il pareggio e portarsi poi addirittura in vantaggio. Jonathas e Meggiorini sono i protagonisti di questa impresa parziale, il primo trasforma magistralmente un rigore causato da Cavani e il secondo pesca dal cilindro un pezzo d’autore, un goal di rara fattura tra intuizione, tecnica e freddezza. Tutto questo però non basta, il Torino subisce un’altra rimonta e questa volta il ritorno dei partenopei è fatale per i granata. 
 
I DUBBI DEL POST-PARTITA – Nel post-partita restano i soliti dubbi: come mai il Torino in certe occasioni non riesce a massimizzare il buon gioco espresso? Come spiegare questi  incomprensibili crolli nei minuti finali? Un’analisi del genere chiama in causa ovviamente altri episodi , le sconfitte rimediate a Cagliari e Parma in particolare. C’è un legame logico che spiega tutte queste partite? Una risposta a riguardo è alquanto difficoltosa perché non esistono indizi definitivi da addossare alla prestazione della squadra o alle scelte del suo allenatore. In generale sembra potersi sostenere che il Toro, in certi casi, non ha ancora maturato l’impatto emotivo di una squadra esperta e di media classifica. Pecca ancora in provincialimso forse, Ventura lo ricorda sempre che comunque la sua squadra è una neo-promossa. Nella prossima stagione allora sarà bene superare certi limiti, nell’immediato comunque si spera per i tifosi granata che partite del genere non si ripetano ancora. Nonostante il buon gioco espresso e l’emozioni date, il risultato finale è quello che conta. 
 
Redazione TN
(Foto Dreosti)
 
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