Toro, ora sulla fascia sinistra è un’altra cosa

Toro, ora sulla fascia sinistra è un’altra cosa

Ogni squadra ha il suo tallone d’Achille, pensiamo ad esempio alla difesa del Bologna che mal si attanaglia con la qualità e lo spessore del reparto d’attacco,  il Siena che sconta cessioni eccellenti nella propria retroguardia e al momento tira avanti con l’esplosività di Emeghara e le…
Ogni squadra ha il suo tallone d’Achille, pensiamo ad esempio alla difesa del Bologna che mal si attanaglia con la qualità e lo spessore del reparto d’attacco,  il Siena che sconta cessioni eccellenti nella propria retroguardia e al momento tira avanti con l’esplosività di Emeghara e le qualità di Rosina e Sestu, il Toro invece qualche problema lo patisce sulla fascia sinistra. In entrambi i versanti, in difesa e  centrocampo,  Masiello e Santana, se impiegati, forniscono prestazioni non sempre esaltanti. Meglio D’Ambrosio e Birsa ma il loro impiego congiunto sbilancia troppo la squadra.
 
L’ENIGMA – Non è facile per Ventura prendere una decisione del genere, privilegiare la qualità  offensive di Birsa e D’Ambrosio oppure rimediare con la sostanza di Masiello e Santana? Finora le scelte effettuate, partita dopo partita, hanno oscillato tra queste due estremi. La fascia sinistra, in questo modo, resta l’unico spazio in campo senza scelte definitive e in un eterno ballottaggio. Chiaramente tutto va contestualizzato ad ogni specifica partita, contro il Napoli ad esempio il Toro non può permettersi l’impiego congiunto di Birsa e D’Ambrosio e sarà necessario equilibrare la squadra. Meglio una scelta intermedia, D’Ambrosio in campo insieme a Santana proprio come è avvenuto contro la Lazio. La vittoria ai danni dei biancocelesti sembra conferma al fatto che questo è la migliore scelta possibile che però va confermata anche in seguito.
 
MASIELLO DA BOCCIARE? – Se l’apporto di Birsa non si discute e il suo impiego a partita avviata resta il modo più congeniale per farlo esprimere al meglio, Masiello al contrario è tra i pochi giocatori granata a non riuscire a brillare. L’esterno campano è arrivato al Toro tra lo scetticismo e i malumori della piazza, Ventura però fin da subito ha difeso la scelta di mercato e cercato di valorizzare il giocatore in ogni modo. Il risultato però non è esaltante, le critiche piombate su di lui dopo la sconfitta contro il Parma forse sono un po’ eccessive ma sono pochi gli elementi positivi da controbilanciare. 
 
D’AMBROSIO TITOLARE INAMOVIBILE- Contro ogni aspettativa Danilo D’Ambrosio si è gradualmente conquistato, o riconquistato, tutto il sostegno dei suoi tifosi e del suo allenatore. Nella stagione del  suo esordio nella massima serie ha sempre dimostrato di meritare un posto da titolare e  oggi addirittura c’è chi lo accosta alla nazionale italiana. Un’eventuale chiamata di Prandelli rappresenterebbe la giusta considerazione per tutto il suo impegno fornito. Eppure per Ventura solo adesso D’Ambrosio inizia ad essere un giocatore indispensabile, basti pensare che un anno fa veniva sistematicamente preferito Parisi a lui,  quest’anno invece ha dovuto lottare  contro l’alternativa Masiello. La sfida per il momento è vinta, D’Ambrosio titolare inamovibile. 
 
REDAZIONE TN
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