Toro, otto ragioni per preoccuparsi

Toro, otto ragioni per preoccuparsi

Se il Toro di Ventura nel girone di ritorno è salito sull’ottovolante, non poteva essere che nel segno dell’8 la sua storia attuale, fatta più di rimpianti che di certezze. Sono otto infatti i punti che la squadra aveva messo insieme in un gennaio buono per illudere, aperti dal pari di Catania e soprattutto chiuso dalla mezza impresa di San Siro, anche se alla luce di quello che sta combinando Stramaccioni ora sappiamo…

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Se il Toro di Ventura nel girone di ritorno è salito sull’ottovolante, non poteva essere che nel segno dell’8 la sua storia attuale, fatta più di rimpianti che di certezze. Sono otto infatti i punti che la squadra aveva messo insieme in un gennaio buono per illudere, aperti dal pari di Catania e soprattutto chiuso dalla mezza impresa di San Siro, anche se alla luce di quello che sta combinando Stramaccioni ora sappiamo che si poteva anche raccogliere di più.

 

Ma sono anche otto i punti che separano ancora il Toro da quella fantomatica quota 40 che Ventura indica da inizio stagione come quella buona per salvarsi, anche se ora come ora dipende quasi esclusivamente dal Siena e da poco altro, considerando comunque il fatto che tutte le altre in zone granata stanno galoppando mentre al massimo Bianchi e compagni trotterellano. E sempre otto sono i punti che separano da ieri pomeriggio granata e bianconeri toscani: tanti a ben guardare, ma nulla considerando che mancano ancora dieci giornate alla fine e soprattutto che il Toro è atteso da un ciclo decisamente pensante.
Ecco perché la salvezza sta solo nei numeri, non negli schemi. Quelli attuali della gestione Ventura parlano di cinque punti nelle ultime sei giornate, condite anche da 14 reti al passivo. Sono numeri, certo. Ma quasi tutti sono negativi.

 

Federico Danesi
(foto M.Dreosti)

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