Toro, Padelli nuovo leader granata

Toro, Padelli nuovo leader granata

Dalla porta ai microfoni, Daniele Padelli risulta sempre più convincente. Arrivato a parametro zero in estate come vice-Gillet, ha vissuto una strana preparazione, durante la quale non è mai stato veramente investito dei gradi di titolare. Fino a quando non si è preso la porta…
Dalla porta ai microfoni, Daniele Padelli risulta sempre più convincente. Arrivato a parametro zero in estate come vice-Gillet, ha vissuto una strana preparazione, durante la quale non è mai stato veramente investito dei gradi di titolare. Fino a quando non si è preso la porta granata sul campo, dalla prima giornata, senza tutto sommato far rimpiangere il belga o un eventuale colpo di mercato che poi non è arrivato. E davanti a microfoni e taccuini, nella conferenza stampa di ieri, ha dimostrato intelligenza, equilibrio e grinta. Doti che lo rendono già un punto di riferimento fuori dal campo.
 
DA TORO – Padelli non ci sta ad archiviare il derby come una gara in cui i granata non hanno messo la giusta grinta in campo: “Abbiamo giocato da Toro”, dice con orgoglio. “E il gol non era regolare”, chiude senza dar spazio ad altre elucubrazioni, che evidentemente ritiene fuori luogo. C’è tutto in questa lettura: l’orgoglio appunto, soprattutto quello di indossare la maglia granata, in particolare in un derby. Poi l’analisi lucida dell’unico vero episodio che ha deciso la partita, il resto sono chiacchiere.
 
STILE DA EX – “La Samp mi ha permesso di arrivare nel calcio che conta”, ha spiegato. Furono infatti i blucerchiati a puntare su di lui, quasi ventenne, appena uscito dalle giovanili del Como. Era la stagione 2004-2005, Padelli non ha mai indossato la maglia della Sampdoria in partite ufficiali, ma è da lì che è partita la sua avventura nel calcio professionistico. Riconoscenza e stile, caratteristiche non qualunque nel mondo di oggi.
 
LEADER – “La ruota gira, speriamo che prima o poi sbaglino a nostro favore. Non vedo malafede da parte degli arbitri”, per chiudere definitivamente il discorso e guardare avanti. Parole da leader, che non vuole a tutti i costi aggrapparsi ad alibi esterni e non vuol dar seguito ai ‘se’ e ai ‘ma’. Anzi, vuole conquistare tutto sul campo, a partire dalla gara di domenica. Sperando che, malafede o non malafede, non siano episodi irregolari, ma le sue parate, a decidere la partita.
 
Emanuele Olivetti 
 
(foto Dreosti)
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